Rottami e Diamanti

Gesti interrotti, parole in frantumi, segni incompiuti.
martedì, 27 ottobre 2009

EVOLUZIONISMO E FEDE III. La validità del concetto di "causa intelligente".

 Gli evoluzionisti hanno l’abitudine di fare la caricatura dei loro avversari. Ad esempio, dicono che i sostenitori dell’ID usano un “argomento per ignoranza”: “Non capisco come funziona e allora lo ha fatto Dio”. In realtà, i sostenitori dell’ID questo non lo hanno mai detto. Essi dicono: “Capisco che le strutture irriducibilmente complesse e specificate della vita hanno una causa intelligente”. Immaginiamo che un archeologo, scavando da qualche parte in Grecia, trovi una Venere di marmo di estrema bellezza. Immaginiamo che l’archeologo non possa in alcuna maniera scoprire l’identità dell‘antico autore di quella statua (situazione molto frequente in archeologia). Secondo voi, l’archeologo può avere la certezza che quella statua è stata scolpita da un uomo, sebbene ignoto? In altri termini, può avere la certezza che quella statua è “effetto” di una “causa intelligente”? Secondo un illustre pallone gonfiato di nome Richard Dawkins, no, l’archeologo non può avere questa certezza. Cito da Wikipedia: «La validità concettuale della complessità specificata è decisamente negata dalla comunità scientifica. (…) Dal punto di vista logico, invece, va sottolineata l'obiezione di Richard Dawkins, il quale afferma che spiegare la complessità improbabile tramite un "intelligent designer" è solo in grado di spostare il problema, in quanto tale progettista dovrebbe essere almeno altrettanto complesso». Se fosse valido al livello delle verità ultime (che riguardano l’origine della vita), l’argomento di Dawkins dovrebbe essere altrettanto valido al livello delle verità prossime (che riguardano la storia, l’arte, la scienza eccetera). Molto bene. Se Mr. Pallone Gonfiato applicasse il suo argomento logico, diciamo logico, al mio esempio archeologico, dovrebbe dire: «Spiegare la complessità improbabile di una Venere di marmo tramite uno "scultore intelligente" è solo in grado di spostare il problema, in quanto tale scultore dovrebbe essere almeno altrettanto complesso». Perbacco, Dawkins potrebbe davvero rivoluzionare gli studi archeologici! Quando gli archeologi troveranno delle statue antiche, Dawkins li potrà convincere con la sua brillante retorica che quelle statue non sono state prodotti da “troppo complessi” scultori umani ma da “più semplici” fenomeni di erosione. Ma che dico: Dawkins farà capire a noi povero scemi che perfino Fidia, Prassitele e Policleto non sono mai esistiti! In un libro dal titolo “Lo scultore cieco”, potrebbe brillantemente argomentare: «Secondo il principio del rasoio di Occam, Fidia è una invenzione degli storici greci e i fregi del Partendone sono stati prodotti in milioni di anni dall’azione combinata del vento, della pioggia e delle radiazioni solari». E mentre Dawkins lo mandiamo a scrivere “Lo scultore cieco”, ossia lo mandiamo a quel paese, noi possiamo finalmente discutere civilmente di “Intelligent Design”. 

 Come ho detto nel post precedente, la teoria dell’ID non mi convince del tutto. Ho l’impressione (spero sbagliata) che i teorici dell’ID vogliano trasformare la fede in una specie di certezza scientifica. Ma la fede non è la scienza. La fede si fonda sulla ragione ma la supera anche, infinitamente. Le “prove filosofiche dell’esistenza di Dio” di san Tommaso d’Aquino non trasformano la fede in una certezza razionale ma introducono la ragione alla fede; non costringono ciò che supera la ragione a stare nei limiti della ragione ma introducono la ragione a ciò che la supera. La teoria dell’ID, invece, rischia (rischia soltanto) di costringere la fede nei limiti della ragione. I teorici dell’ID asseriscono che le strutture irriducibilmente complesse e specificate della vita sono state progettate direttamente da una “causa intelligente” la quale, in ultima analisi, coincide con Dio. Ora, noi credenti siamo tutti d’accordo che Dio non si è limitato a creare l’universo all’inizio ma lo crea continuamente. Tutte le cose che esistono, dalle particelle elementari ai superammassi di galassie, passando per gli esseri viventi, dipendono, istante dopo istante, dalla potenza creatrice di Dio. Tuttavia, il Dio cristiano agisce nell’universo rispettando delle leggi razionali che Lui stesso ha imposto all’universo (invece secondo l’Islam Dio agisce unicamente in base al suo insindacabile arbitrio). Tranne che in casi speciali (ossia nel caso di miracoli ed eventi prodigiosi), Dio agisce nell’universo in maniera “indiretta”. Rafael Martìnez, professore di filosofia della scienza presso la Pontificia Università della Santa Croce, esclude categoricamente che la vita sia stata creata in maniera “diretta” dalla divina “causa intelligente”. «Credo di non comprendere bene questa posizione, tipica del cosiddetto Intelligent Design. Richiedere rinnovati interventi di Dio significa affermare che Egli ha dato alla realtà leggi imperfette, che non consentono di raggiungere il suo fine e che vanno via via corrette. Mi sembra un controsenso e dal punto teologico non ha nessuna giustificazione: già un secolo fa la Pontificia Commissione Biblica aveva dichiarato che nessun intervento speciale di Dio è richiesto nella creazione dei viventi, tranne che nella creazione diretta dell’anima dell’uomo» (Tracce, febbraio 2009).

 Qualche che sia il parere di Martinez, io personalmente apprezzo molto il concetto di “causa intelligente”. Questo concetto si ricollega all’argomento ex causa di san Tommaso d’Aquino: dall’esistenza dell’universo come “effetto” si deduce razionalmente l’esistenza di Dio come “Causa prima non causata”. Osserviamo che in natura nessun effetto esiste senza una causa. Come può un effetto gigantesco come l’universo non avere nessuna causa? Oltretutto, oggi sappiamo che l’universo ha avuto un inizio ed avrà una fine. Osserviamo che in natura nessun effetto può causarsi da solo. Nessun oggetto inanimato si fabbrica da solo, nessun essere vivente si mette al mondo da solo. Analogamente, nessuna statua si scolpisce da sola. Come può dunque l’universo essersi creato da solo? Osserviamo che in natura il “meno” (ossia ciò che è meno complesso o meno perfetto) non può causare il “più” (ciò che è più complesso e più perfetto): la statua non può causare lo scultore e il caso non può causare la statua (in milioni d’anni, i fenomeni d’erosione non hanno trasformato una sola roccia in una Venere di Milo). Analogamente, il nulla non può creare l’universo. Osserviamo che in natura il “meno” è sempre causato dal “più”: la statua è causata dallo scultore. Analogamente, l’universo può essere causato soltanto da qualcosa che è “più” dell’universo stesso. Noi pensiamo che sia creato da Dio. E la vita all’interno dell’universo?

 Nel post precedente ho detto che che l’ID sembra scivolare nel sillogismo tautologico: Dio ha creato tutte le cose e quindi ha creato anche il Dna. In questo post ho chiarito che Dio agisce sempre (tranne che in circostanze speciali) in maniera indiretta, nel rispetto delle leggi che lui stesso ha stabilito. Adesso devo aggiungere che all’interno dell’universo esiste una gerarchia fra le cose e fra le leggi. In breve: lo spazio vuoto è “meno” della materia inanimata, la materia inanimata è “meno” degli esseri viventi e gli esseri viventi sono “meno” degli uomini. Allo stesso modo, le leggi del caso sono “meno” delle leggi della fisica, le leggi della fisica sono “meno” delle leggi della biologia e le leggi della biologia sono “meno” della ragione umana. Chiariamoci: Dio può tutto perché è onnipotente. Ma abbiamo detto che Dio agisce nel rispetto delle leggi che Lui stesso ha stabilito. Ebbene, fra le leggi dell’universo c’è anche la legge secondo cui il “meno” non può mai causare il “più”. Si può supporre che Dio rispetti questa legge anche quando crea la vita. Se questa legge esiste, i fenomeni materiali, sposati al caso, non possono causare gli organismi biologici. Nel post precedete, ho detto che in teoria Dio, può benissimo avere usato il caso per creare la vita. Ma riflettiamo: se Dio avesse creato la vita per mezzo del caso, il caso si chiamerebbe ancora caso? Le probabilità che dalla non vita nasca la vita sono, nella migliore delle ipotesi, prossime allo zero; le probabilità che da un organismo unicellulare si formi un animale sono prossime allo zero; le probabilità che da quell’animale se ne formi un altro sono prossime allo zero eccetera. Insomma, per raggiungere il traguardo della nascita dell’uomo, la vita dovrebbe avere vinto un numero incalcolabile di lotterie in cui le probabilità di vittoria erano infinitesimali. Ma se una persona vincesse decine o centinaia di volte consecutivamente alla slot-machine, non sospettereste che la slot-machine sia stata manomessa ossia che il caso sia stato azzerato? Insomma, se la vita umana fosse il risultato di un gioco d’azzardo universale, qualcuno molto in alto dovrebbe avere truccato le carte. E invece di “causa intelligente” o “Causa prima non causata”, potremmo parlare di “divino baro”. Certo, il paradosso del “divino baro” è sublime. Ma abbiamo visto che Dio non bara con le regole del gioco che Lui stesso ha stabilito. Quindi, si può supporre (solo supporre) che Dio non crei la vita per mezzo del caso, il “più” per mezzo del “meno”.

 Abbiamo visto che esiste una gerarchia fra le cose. Alcune cose sono “più e altre “meno”. In termini generali, il “meno” e il “più” corrispondono rispettivamente alla materia e alla forma della filosofia aristotelico-tomista. Che differenza c’è fra una statua di marmo di un quintale e un informe blocco di marmo di un quintale? La statua ha una cosa in più: la forma. La forma non ha nessun peso: infatti la statua  pesa esattamente come l’informe blocco. La forma non ha nessuna qualità materiale: infatti la statua è fatta di marmo come l’informe blocco. In sostanza, la forma “informa” la materia ma non è materia: è un ente immateriale ossia metafisico. Esattamente come la statua di marmo, la cellula vivente è fatta sia di materia che di forma. Una cellula è fatta di proteine e le proteine sono fatte di aminoacidi. Che cosa differenzia una cellula vivente da un mucchietto di aminoacidi? Una forma metafisica ossia una gran quantità di informazioni complesse. Ora, la materia può accogliere la forma ma non può creare la forma. Un blocco di marmo non può diventare statua né da solo né con l’aiuto di tutte le leggi della fisica coalizzate insieme al caso. In milioni di anni, i fenomeni di erosione atmosferica non hanno scolpito una sola Venere o un solo Apollo. Come potrebbe l’incerta coalizione della fisica e del caso trasformare un mucchietto di aminoacidi in una forma metafisica infinitamente più complessa della forma di una statua? Ma tagliamo corto: per diventare statua, il blocco di marmo ha bisogno dell’azione dello scultore. Lo scultore è la “causa intelligente” della statua. Analogamente, un mucchietto di aminoacidi, per diventare cellula, ha bisogno dell’azione di una “causa intelligente”. E qui torniamo all’Intelligent Design. A mio parere, l’argomento della “causa intelligente” resta valido, purché si ammetta che fra questa causa (Dio) e l’effetto (vita) non ci sia un “contatto diretto” bensì una lunga catena di cause intermedie. La “Causa prima non causata” non sarà mai alla portata dei nostri microscopi o dei nostri telescopi satellitari.

 Come ho detto alla fine del post precedente, credo che Dio possa avere creato la vita attraverso un evento che abbia sia un carattere fisico sia un carattere metafisico-teologico, esattamente come il Big Bang. Con Antonino Zichichi, penso ad un Big bang biologico. Come il primo Big bang ha causato la materia e tutte le leggi della fisica, così questo ipotetico Big bang biologico potrebbe avere introdotto nell’universo la materia vivente e le sue leggi. E si può immaginare che un terzo Big bang abbia introdotto la materia umana (non l’anima, la quale è infusa direttamente da Dio). In realtà, non c’è neanche bisogno di immaginare che il secondo e il terzo Big bang siano avvenuti dopo il primo. Si può immaginare che fossero contenuti nel primo e che siano maturati solo in seguito. Ma è inutile continuare ad immaginare. Sarà la scienza di domani a dirci come stanno le cose. Per il momento, l’unica cosa che conta è che il cadavere infetto del darwinismo venga sepolto al più presto.

 Tutta la cultura occidentale si basa sui principi della logica. Ebbene, la teoria evoluzionista milita contro la logica ossia distrugge i fondamenti stessi del pensiero occidentale. La logica afferma: il “più” causa il “meno”. L’evoluzionismo afferma: il “meno” causa il “più”. Riassunto della teoria di Darwin: il caso sposato alla selezione causa l’uomo. Secondo l’illogica logica di Darwin, che il processo evolutivo potrebbe trarre dall’uomo, in un futuro più o meno lontano, un essere superiore all’uomo stesso. Lo diceva l’evoluzionista ortodosso Friedrick Nietzsche: “L’uomo è una corda tesa fra la scimmia e il superuomo”. Per affrettare la nascita del superuomo, i nazisti hanno smaltito con metodi industriali milioni di presunti “sotto uomini”. A dire il vero, l’evoluzionista ortodosso non può escludere che in futuro ancora più remoto l’evoluzione possa trarre dal futuro superuomo perfino un dio. Avete in mente 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick? Ci sono i misteriosi autori del monolito che l’astronauta Bowman non riesce ad incontrare nella misteriosa stanza aliena? Ce lo dice Arthur C. Clarke, coautore del film, nell’omonimo romanzo:

« I primi esploratori della Terra erano arrivati da tempo ai limiti della carne e del sangue; non appena le macchine da essi costruite avevano superato le prestazioni dei loro organismi, era giunto il momento di traslocare. Avevano trasferito dapprima i loro cervelli, e poi soltanto i loro pensieri, in nuove splendenti dimore fatte di metallo e plastica. In esse, vagabondavano fra le stelle. Non costruivano più navi spaziali. Erano essi stessi navi spaziali. Ma anche l’era delle entità- macchine aveva avuto una durata assai breve. Con esperimenti incessanti, essi erano riusciti a accumulare la conoscenza nella struttura stessa dello spazio e a conservare i loro pensieri per l’eternità in rappresi tralicci di luce. Erano riusciti a divenire creature di radiazione, esenti finalmente dalla tirannia della materia. » (A. C. Clarke, 2001: Odissea nello spazio, trad. it. B. Oddera, Bur 1981., p. 213).

 Superati “i limiti della carne e del sangue”, gli alieni prima si trasformano in astronavi e poi divengono “creature di radiazione, esenti finalmente dai limiti della materia”. Ebbene, gli evoluzionisti Clarke e Kubrick credono che l’evoluzione darwiniana, agendo attraverso i tempi sterminati dell’universo,  possa trarre dalla materia inanimata delle creature “esenti finalmente dai limiti della materia”. In altri termini, l’evoluzione avrebbe il potere di trarre angeli dalle pietre. Anzi, molto più che angeli. Ha detto Kubrick in una intervista: "Il concetto di Dio sta al cuore di 2001, (…) Le qualità che potrebbero avere entità extraterrestri sviluppate fino all’incorporeità, sono molto simili a quelle che si usa attribuire a Dio". A mio parere, 2001 Odissea nello spazio è un capolavoro assoluto, ricco di significati nascosti. Tuttavia, le idee di Kubrick erano veramente assurde. In fondo, non erano altro che le discendenti più evolute delle idee evoluzioniste. L’evoluzionismo, portato alle sue ultime conseguenze, partorisce questo dogma: il caso “causa” Dio! E a questo punto, il pensiero occidentale frana su se stesso. E l’Occidente diventa terra di conquista dei barbari.

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venerdì, 23 ottobre 2009

EVOLUZIONISMO E FEDE, II. I miei dubbi sulla teoria dell'Intelligent Design.

 All’interno della Chiesa c’è una gran varietà di opinioni. Se Christoph Schönborn attacca frontalmente i concetti centrali del neodarwinismo, invece gli scienziati cattolici che si sono incontrati alla Pontificia università Gregoriana fra il 31 ottobre e il 4 novembre 2008 respingono ufficialmente la teoria dell’ Intelligent Design, definendola “un creazionismo malamente mascherato da scienza”. In effetti, questa teoria non appare del tutto convincente.

 In estrema sintesi, i sostenitori dell’ID dicono: le strutture “irriducibilmente complesse e specificate” della vita sono state progettate direttamente da Dio. Ebbene, un cristiano di qualunque confessione potrebbe ribattere: ma Dio ha creato ogni cosa, non solo gli esseri viventi! I sostenitori dell’ID argomentano: la “complessità irriducibile e specificata” della vita è una prova filosofica dell’esistenza del divino progettista. Ebbene, un cristiano di qualunque confessione potrebbe ribattere: ma anche l’esistenza delle particelle elementari prova l’esistenza del divino progettista! Secondo logica, ogni effetto implica l’esistenza di una causa. Io personalmente non sono a conoscenza di nessun fenomeno fisico, nessun oggetto inanimato, nessun animale e nessun uomo che sia causa di se stesso. Allora, consideriamo anche l’argomento ex causa di san Tommaso d’Aquino: l’esistenza dell’universo come “effetto” implica l’esistenza di Dio come “Causa prima non causata”. E se Dio è causa di ogni cosa, è causa anche del Dna: sillogismo tautologico. Insomma, non c’è bisogno di aggiungere alle “prove filosofiche dell’esistenza di Dio” anche la doppia elica del Dna.

 E infine, ragioniamo sul caso. Non è vero che gli atei non credono in nulla. Gli atei credono in molti déi e soprattutto nel Caso, padre di tutti i loro déi. Secondo gli atei, l’esistenza del dio Caso dimostrerebbe l’inesistenza del vero Dio. Richard Dawkins argomenta: la vita nasce dal caso e quindi Dio non c’è. Invece i cristiani non vedono nessun antagonismo fra Dio e il caso. Dio ha stabilito tutte le leggi del creato: anche le leggi del caso. Dio agisce attraverso tutte le leggi del creato: anche attraverso le leggi del caso. Quando non vuole farsi riconoscere, l’Onnipotente si nasconde sotto la maschera grigia del caso. Quindi, l’Onnipotente può benissimo avere costruito la cellula e il Dna servendosi delle leggi del caso. Può benissimo avere fissato una sola probabilità su centomila miliardi elevato a centomila miliardi (butto una cifra a caso, per rimanere in tema) che da un ammasso di aminoacidi si formasse una cellula, e può avere fatto in modo che quella fortunatissima probabilità si verificasse. Comunque, bisogna considerare che le probabilità di vittoria della vita alla lotteria del caso sarebbero state una su centomila miliardi elevato a centomila miliardi (la cifra a caso di cui sopra). Se vi dicessero che la vostra esistenza è il risultato di una catena di innumerevoli vittorie alla lotteria del caso dal Big bang fino ad oggi, avreste ancora il coraggio di dare ragione a Dawkins?

 Ma proprio a questo proposito, i teorici dell’ID dicono una cosa molto interessante: fermo restando che il caso non è l’antagonista di Dio, fermo restando che le leggi del caso le ha stabilite Dio, ebbene il caso non può in nessuna maniera trarre la vita dalla non vita e non può in nessuna maniera trarre il Dna umano dal Dna di qualche primate. Secondo dei calcoli matematici e statistici molto accurati, le probabilità che dalla non vita derivi la vita e che da qualche primate derivi l’uomo non sono prossime allo zero ma effettivamente sono pari a zero. In termini più precisi, la “complessità irriducibile e specificata” della vita non può essere il risultato del caso, perché il caso tende al disordine e all’entropia (così stabilisce la seconda legge della termodinamica). E visto che tutti dicono la loro opinione, adesso vi dirò la mia. Secondo me, il concetto di “complessità irriducibile e specificata” può davvero spingere nella fossa al cadavere dell’evoluzionismo. L’uomo discende dagli ominidi? Gli ominidi discendono dai primati? Non lo escludo a priori (sebbene finora non siano state trovate delle prove certe di questa discendenza). Quello che invece escludo, insieme a Christoph Schönborn, è che tale discendenza sia effetto di variazione causale” e “selezione materiale (in riferimento all'articolo di Schönborn pubblicato il 7 luglio 2005 sul New York Times: «L’evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera, ma l’evoluzione nel senso neo-darwiniano, intesa cioè come processo di variazione causale e selezione materiale non lo è» ). Anzi no, mi correggo: tralasciando l’entropia, potrei anche accettare la “variazione causale” (perché il caso appartiene a Dio) ma la “selezione materiale” no, non la accetterò mai: nel nome della “selezione materiale” sono stati ammazzati milioni di esseri umani.

 Per cominciare a discutere serenamente sulla teoria di Darwin, è necessario spazzare via un equivoco molto radicato: se sei contro la teoria di Darwin allora sei necessariamente a favore della teoria dell’ID. Per demolire questo equivoco basta ricordare che fra i critici della teoria di Darwin ci sono anche degli atei sinceri, come il genetista Lima de Faria. Ma chi ha alimentato questo equivoco? Ve lo dico subito:  William A. Dembski, primo teorico dell’ID. L’opera fondamentale di Dembski si divide in due parti. Nella prima parte, Dembski dimostra che le strutture viventi (in primo luogo, la cellula) sono “irriducibilmente complesse e specificate”, e che le strutture “irriducibilmente complesse e specificate” di qualunque tipo non possono essere effetto del caso. Nella seconda parte, Dembski sostiene che le strutture viventi sono state create direttamente da un “divino progettista”. Ebbene, in questa seconda parte Dembski, a mio modesto avviso, fa il passo più lungo della gamba. Egli doveva prevedere che i darwinisti sarebbero insorti: “Tu vuoi sostituire la scienza con la teologia”. E sotto un certo aspetto, hanno ragione. Una cattiva teoria scientifica deve essere combattuta con argomenti scientifici, non con argomenti teologici. Ma la cosa peggiore è che il concetto teologico di “divino progettista” ha finito per oscurare il concetto scientifico di “complessità irriducibile e specificata. A mio parere, Dembski avrebbe fatto meglio a pubblicare solo la prima parte della sua opera, riservandosi di pubblicare la seconda parte al momento opportuno. Il momento opportuno verrà solo il giorno in cui il cadavere dell’evoluzionismo sarà definitivamente sotto terra. Tirando fuori il concetto di “divino progettista”, Dembski ha offerto ai darwinisti ideologici la scusa per bloccare ogni rimessa in discussione dell’evoluzionismo. Col risultato che ci vorranno ancora molti decenni per seppellirlo.

 Dembski poteva mettere gli evoluzionisti con le spalle al muro: “Guardate che le mutazioni casuali e la selezione naturale non possono creare il Dna”. Non aveva bisogno di aggiungere: "Allora il Dna è stato creato direttamente Dio". Questa aggiunta è inutile, perché un credente già crede che Dio ha fatto il Dna (argomento sillogistico) mentre il non credente non inizierà a credere in Dio solo perché il Dna è irriducibilmente complesso (sebbene l’ateo Antony Flew abbia cominciato a credere in Dio proprio osservando il Dna: http://progettocosmo.altervista.org/index.php?option=content&task=view&id=66).

 Ma adesso, mi tocca spezzare una lancia proprio a favore del concetto di “progetto intelligente”. Alla fine del diciottesimo secolo, Emmanuel Kant ha sbarrato la porta della metafisica. Da allora, nessuno è più riuscito ad aprirla. Secondo la filosofia kantiana e post-kantiana, la ragione può agire solo all’interno di un piccolo cerchio di luce immerso nelle tenebre dell’ignoto. Il piccolo cerchio di luce rappresenta la realtà materiale, le tenebre rappresentano tutto ciò che sta oltre la realtà materiale, oltre la fisica: metafisica. La parola metafisica denota sia la realtà oggettiva che sta oltre la fisica, sia la branca della filosofia  che si occupa della metafisica. Sebbene sconfini nella teologia, la filosofia metafisica non coincide con la teologia. Per sua stessa definizione, la filosofia metafisica cerca di definire le idee e i concetti che non appartengono alla fisica, in primo luogo i concetti del vero, del bene e del bello. La teologia completa la metafisica, affermando che Dio è il Vero, il Bene e il Bello infiniti. Ma la metafisica non ha bisogno di sconfinare nella teologia, o almeno non subito. Avendo sbarrato l’accesso alla metafisica, Kant tenta dare al vero, al bene e al bello delle definizioni meramente razionalista. E così affida il vero alla “ragion pura” (Critica della ragion pura), il bene alla “ragion pratica” (Critica della Ragion Pratica) e il bello al “giudizio” (Critica del Giudizio). Noto per inciso che, divenendo mere idee della ragione, i concetti metafisici cominciamo a perdere ogni consistenza oggettiva. Dopo Kant, il vero, il bene e il bello non hanno avuto più nessun diritto di esistenza al di fuori del pensiero umano (l’idealismo e il relativismo sono dietro l’angolo). Ma a parte questo, i concetti della metafisica hanno senz’altro una componente razionale. Quindi, Kant ha ragione a definire razionalmente i concetti del vero, del bene e del bello; ha torto a trascurare la loro componente meta-fisica e quindi meta-razionale (che non vuol dire irrazionale, ma più che razionale). Negandola, ha impoverito questi concetti.

 Dunque, Kant ha separato la scienza (che si occupa del vero) e la morale (che si occupa del bene) dalla metafisica. Un passo dopo l’altro, la cultura moderna e post moderna ha pure separato la morale dalla scienza. E così oggi gli scienziati laicisti pretendono che la scienza sia al di sopra del bene e del male ossia che alla scienza sia lecito fare il male. Ad esempio, in Inghilterra, antica patria di tutte le eresie moderne, il governo concede ai nuovi Faust di ibridare materiale genetico umano con materiale genetico animale, e tante altre orrende cose. Certi scrittori di fantascienza hanno già immaginato le catastrofiche conseguenze di questa scienza violenta e anarchica, che attacca il cuore stesso della vita.

 Dembski tenta di ricomporre la frattura illuministica fra la scienza e la metafisica all’ombra della teoria dell’Intelligent Design. Tutti siamo d’accordo che questa frattura deve essere ricomposta. Ma io personalmente ritengo che sia opportuno non confondere la causa della metafisica con la causa dell’Intelligent Design per una serie di ragioni. La prima ragione è che diffido di una teoria che vorrebbe trasformare la fede in una certezza matematico\statistica o quasi. Se la fede diventasse una certezza matematico\statistica, smetterebbe di essere una virtù teologale. E allora “mestier non era parturir Maria” (Dante). La fede si fonda sulla ragione e completa la ragione: ma la supera anche, infinitamente. Se un giorno la teoria dell’Intelligent Design venisse abbracciata definitivamente da tutta la comunità scientifica mondiale, che succederebbe? Ogni uomo sulla terra sarebbe obbligato dalla Scienza in persona a credere nel divino progettista? (Berlicche potrebbe scriverci un raccontino). Ma poi non è neppure detto che la teoria dell’ID regga alla prova dei fatti. Rivediamo il primo argomento di Dembski: secondo dei calcoli matematici e statistici molto accurati, la nascita e lo sviluppo vita non possono essere il risultato del caso e quindi la teoria di Darwin è sbagliata. E io domando a Dembski: siamo sicuri che non si possa trovare una teoria scientifica in grado di spiegare quello che la teoria di Darwin non spiega? Non è forse vero che il Padre Eterno agisce attraverso le leggi che Lui stesso ha stabilito?

 Io personalmente, propendo per una “via intermedia” fra la scienza sperimentale e la metafisica. Ritengo che si possa trovare una teoria che abbia dei caratteri compiutamente scientifici ma che, allo stesso tempo, si presti ad una interpretazione metafisico-teologica come quella dell’Intelligent Design. Ad esempio, la teoria del Big Bang ha questo carattere: è compiutamente scientifica e allo stesso tempo apre uno spiraglio su ciò che sta oltre la fisica. Secondo questa teoria, l’universo è stato “causato” da una grossa esplosione. E prima del Big Bang, che c’era? Domani scopriremo una causa che precede il Big Bang. E prima di questa causa che c’era? Dopodomani scopriremo una causa precedente alla precedente e domani l’altro scopriremo una causa precedente alla precedente alla precedente. Ma dove si ferma la serie delle cause? E’ possibile che la serie delle cause sia infinita? Ebbene, secondo la logica elementare ciò non è possibile. All’origine della serie delle cause, deve esserci per forza una “Causa prima non causata”. E sapete che cosa è questa “Causa prima non causata” secondo san Tommaso d’Aquino? Sì che lo sapete. Ebbene, io immagino (immagino soltanto, non essendo scienziata) che all’origine della vita possa esserci stato un evento come quello del Big Bang.

 Nota Rafael Martìnez (professore di filosofia della scienza presso la Pontificia Università della Santa Croce) ha dichiarato: “Credo di non comprendere bene questa posizione, tipica del cosiddetto Intelligent Design. Richiedere rinnovati interventi di Dio significa affermare che Egli ha dato alla realtà leggi imperfette, che non consentono di raggiungere il suo fine e che vanno via via corrette. Mi sembra un controsenso e dal punto teologico non ha nessuna giustificazione: già un secolo fa la Pontificia Commissione Biblica aveva dichiarato che nessun intervento speciale di Dio è richiesto nella creazione dei viventi, tranne che nella creazione diretta dell’anima dell’uomo” (Tracce, febbraio 2009). Bisogna capire che cosa intende Martìnez per “rinnovati interventi di Dio”. Io non penso a “rinnovati interventi” con cui Dio “corregge” le leggi precedentemente stabilite, come se tali leggi fossero imperfette e come se Dio cambiasse idea. Io penso ad interventi con cui Dio aggiunge alle leggi che ha già stabilito altre leggi che non contraddicono le prime, ma le integrano. Gli organismi biologici vivono nel mondo fisico e soggiacciono a tutte le leggi della fisica (gravità ecc.). Quindi, le leggi della biologia non contrastano con le leggi della fisica e tuttavia sono molto più complesse ed eterogenee. Quindi, si può avanzare l’ipotesi che la biologia non discenda dalla fisica (secondo logica, il “più” non può derivare dal “meno”). Ma in quale maniera Dio avrebbe “aggiunto” la biologia alla fisica? Dobbiamo pensare che Dio abbia introdotto la prima cellula nell’universo alla stessa maniera in cui ha aperto il Mar Rosso? No, io non penso ad un intervento “diretto” di tipo miracoloso. Io penso ad un intervento “mediato”; penso ad un evento che si presti sia ad una descrizione scientifica che ad una interpretazione teologica. Con Antonino Zichichi, penso ad un Big Bang biologico:

 «Quanti Big-Bang sono necessari per arrivare a noi? Tre. Il primo è quello che dal Nulla produce la materia inerte. Il secondo è necessario per passare dalla materia inerte a quella vivente. Il terzo Big-Bang deve spiegare come si passa dalla Vita alla Ragione. Che l’evoluzionismo esista in moltissime forme di materia vivente non autorizza ad estendere questa proprietà (evoluzione) a Noi in quanto abbiamo una proprietà (la Ragione) che non esiste in nessuna altra forma di materia vivente. Noi siamo esempio unico. Se dalla rondine passiamo all’uomo entra in gioco la sfera trascendentale della nostra esistenza. »

(“Tra Fede e Scienza”, Intervista al Prof. Antonino Zichichi: https://www.zenit.org/article-19648?l=italian ).

 Ma a questo punto smetto di immaginare. Sarà la scienza di domani a dirci come stanno le cose.
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giovedì, 22 ottobre 2009

EVOLUZIONISMO E FEDE, I.

 

 Dal 7 settembre 2009 ad oggi, tal Informatico Evoluzionista ha lasciato su questo blog una marea di commenti fiume sul tema della teoria di Darwin. In questo post, analizzerò i passaggi più significativi dei commenti di Informatico, mettendone bene in evidenza le volgarità. Infatti le volgarità sono essenziali per capire il tipo umano o, meglio, lillipuziano che c’è dietro l’account. Gli evoluzionisti sono tutti dei gentiluomini colti e raffinati come lui. Per iniziare, ecco una sintesi dei primi interventi di Informatico:

 «Perché forse vi sfugge il semplice concetto che se una teoria scientifica va contro le vostre idee - e sono duecento anni che ci sbattete il muso e ogni volta la teoria rimane in piedi e voi fate la figura dei peracottari - forse è il caso che iniziate a mettere in dubbio le vostre idee. Se invece di cercare la verità in un insieme di tradizioni riportate da un popolo di pastori nomadi del medioriente ti basassi sui FATTI, eviteresti certe figure da ignorante. Ti rendi conto delle approssimazioni ridicole che fai per non accettare una teoria scientifica solo perché metterebbe in crisi la tua fede?»

 A quanto pare, Informatico spera che la teoria evolutiva possa “mettere in crisi” la fede cattolica. Egli avversa la fede cattolica, non la generica fede in un generico Dio. Infatti, Informatico dice di non essere ateo. Invece un ateo tout court come Richard Dawkins esibisce la teoria di Darwin come una sorta di prova filosofica dell’inesistenza di Dio. Il suo ragionamento è stringente: se l’uomo è figlio del Caso, allora Dio non c’è. In realtà, come ho detto e ripetuto fin dall’inizio della discussione, la teoria evolutiva non mette minimamente in crisi la fede. Di seguito, trovate  la sintesi ampliata ed aggiornata (in caratteri blu) di tutti i commenti che ho pubblicato in calce ai post Caro presidente Obama e Sofismi anti-teisti.

 «Sulla Bibbia non c’è scritto che l’uomo discende dalla scimmia. Tuttavia, un cattolico non rifiuta la possibilità che l'uomo discenda dalla scimmia. A differenza di certi protestanti americani, i cattolici non prendono la Bibbia alla lettera. La Bibbia non va presa alla lettera perché non usa un linguaggio letterale ma un linguaggio prevalentemente metaforico. Dante, nel Convivio, parla di “quattro sensi delle Scritture”: storico, simbolico, figurale e allegorico. Anche l'ebreo Spinoza, se non erro, ha analizzato il linguaggio prevalentemente metaforico della Bibbia. Dunque il racconto del peccato di Adamo non va preso alla lettera. Sulla Genesi c’è scritto che Dio fece l’uomo col fango. Ebbene il “fango” può essere metafora della materia biologica della scimmia o di un qualsivoglia LUCA (Last Universal Common Ancestor). Per questo un cristiano non si scandalizza di fronte alla teoria di Darwin. Non a caso, fra i più entusiasti e sfegatati assertori della teoria di Darwin troviamo il gesuita Teilhard de Chardin (http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Teilhard_de_Chardin). Egli passò gran parte della sua vita a cercare l’introvabile "anello mancante" fra l’uomo e la scimmia, e ovviamente non lo trovò. Come questo gesuita, io personalmente non vedo nessuna contraddizione fra la teoria di Darwin e la fede. Casomai, trovo molte contraddizioni fra la teoria di Darwin e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Io non rifiuto a priori la possibilità che l’uomo discenda  dalla scimmia o da un qualsivoglia LUCA. Io rifiuto il concetto di “selezione” del “più adatto” ossia del “più forte” tout court (vedi brano tratto da L’origine dell’uomo nel post ). Questo concetto  giustifica la violenza ed apre la strada al razzismo (vedi dichiarazioni deliranti del genetista Watson). Non a caso, la teoria di Darwin ha ispirato le peggiori ideologie del diciannovesimo e del ventesimo secolo: il nazionalismo, l’eugenetica, il nazismo e il razzismo. I nazisti concepirono espressamente l’Aktion T4 e la “soluzione finale” in funzione della “selezione naturale” (la carta canta). Io personalmente ritengo che non sia possibile separare chirurgicamente la teoria scientifica di Darwin dalle sue mostruose conseguenze ideologiche. Più che una teoria scientifica, la teoria di Darwin mi sembra la traduzione in termini scientifici di certe tematiche della filosofia illuminista e positivista. Tanto per cominciare, gli illuministi sostituirono Dio con le dee sorelle Natura e Ragione. Mentre la Francia era sconquassata dalla Rivoluzione, un pensatore coerente e perverso come Donatien-Alphonse François De Sade, senza tanti complimenti, trasse tutte le conseguenze logiche dalle idee illuministe e le mise per iscritto ne La filosofia nel budoir. Se volete sapere che cosa è l’Illuminismo, leggete il capitolo che si intitola  "Francesi, ancora uno sforzo se volete essere repubblicani". In maniera profetica, il divino marchese anticipa il maltusianismo, il darwinismo sociale e l’eugenetica. Riassunto: la dea Natura ci ordina di usare i nostri simili per il nostro piacere e di fare loro la guerra per il possesso delle  limitate risorse naturali. Coerentemente, De Sade invita il governo rivoluzionario… a legalizzare la violenza dei forti sui deboli in tutte le sue forme (lo invita anche a rinchiudere tutte le ragazze e le fanciulle in giganteschi bordelli di Stato, ma questo è un altro discorso). Bisogna sottolineare che De Sade attribuisce ai forti il “diritto” di opprimere i deboli” per delle ragioni che oggi potremmo chiamare eugenetiche.  

 Secondo la dottrina giusnaturalista, l’ordine morale deve fondarsi sull’ordine naturale. I principi della natura giustificano i principi della morale che tutti conosciamo. Ora, se si stravolge la concezione tradizionale della natura, si stravolge anche la morale. La natura del giusnaturalismo cristiano affonda le sue radici in un ordine superiore, metafisico, che è puro bene. Sebbene sia intaccata dal veleno della corruzione e della morte, ossia dal peccato originale, la natura del giusnaturalismo cristiano è dunque sostanzialmente buona. Invece la natura di De Sade e degli illuministi è una natura meramente meccanicanicista e materialista che fa e disfa eternamente le sue creature. Per costruire nuove creature, la natura distrugge le creature che ha già costruito. La distruzione non è mezzo ma scopo di tutto: la costruzione serve solo a fornire materiali alla distruzione (c’è davvero qualcosa di grandiosamente oscuro nella visione di De Sade; la sua stessa perversione è profondamente logica). Ora, da una natura distruttiva non può che derivare una morale distruttiva: De Sade fa dell’egoismo, della sopraffazione e della violenza quasi degli “imperativi categorici” di stampo kantiano. Ebbene, a mio avviso i concetti darwiniani di “lotta per la sopravvivenza” e di “selezione naturale” derivano dalla concezione “sadica” della natura. Scrive Cat: “Vorrei solo fare una precisazione: il meccanismo della selezione naturale garantisce il funzionamento del mondo. Possiamo non ritenerlo giusto, possiamo non ritenerlo morale. ‘Natura matrigna’, no? Può non piacerci e infatti non ci piace. Facciamo di tutto perché anche il più debole, nel senso di meno adatto, possa sopravvivere. Adottiamo il cagnolino malato, nutriamo l'uccellino caduto dal nido, proteggiamo le tigri e i panda. E soprattutto, noi umani accettiamo di essere mossi dalla pietà e dall'empatia e consideriamo infame qualsiasi tipo di selezione. Questa è una scelta che nulla ha a che vedere con la spiegazione scientifica del fenomeno naturale. Per quanto riguarda il contrasto insanabile tra la teoria e la morale, ti rispondo semplicemente: non c'è alcun contrasto. Osservo la natura ma non la giudico, non sono meccanicista, non riduco un essere umano alle leggi della biologia, alla chimica delle sue cellule, alla fisica dei suoi atomi, diciamo che credo ci sia un software nel supporto hardware della biochimica. La morale è software la selezione naturale è hardware”. Vorrei sviluppare la metafora informatica. Un determinato software può funzionare solo all’interno di un determinato hardware. Ad esempio, il software del Dna può funzionare solo dentro l’hardware della cellula, un programma qualunque può funzionare solo dentro un pc o un Mac (senza dimenticare il ruolo del sistema operativo). Se traduco la sequenza del Dna in una sequenza numerica e la inserisco nel pc, il pc non ci fa niente. Di inserire i programmi della Microsoft nella cellula, non se ne parla neanche.  E così, se tu inserisci nello “hardware” di una natura come quella di De Sade e di Darwin il “software” di una morale altruistica e compassionevole, la “macchina” della natura alla lunga si inceppa. Se a causa della tua empatia e della tua compassione insisti ad aiutare tutti gli individui “deboli fisicamente e mentalmente” (come li chiamava Darwin ne L’origine dell’uomo), contribuisci al degrado genetico della razza umana. Per aiutare alcuni individui, danneggi tutta la specie; per fare un po’ di bene, fai tanto male. E magari prepari la strada al processo involutivo dall’uomo al morloch, l’orribile discendente scimmiesco dell’uomo immaginato dall’evoluzionista Wells ne La macchina del tempo. Se dunque la concezione della natura di De Sade e Darwin fosse realistica, tu avresti torto e Singer avrebbe ragione. Tu avresti torto ad assecondare i tuoi buoni sentimenti ed invece Peter Singer avrebbe ragione a chiedere l’infanticidio. E farebbe bene a legare le tue mani pietose e compassionevoli, per il bene dell’umanità. In conclusione, io credo che non si possa distruggere l’orribile software delle ideologie darwiniste senza distruggere l’hardware della concezione illuministica della natura».

 Dunque, io ho scritto che “un cattolico non rifiuta la possibilità che l'uomo discenda dalla scimmia”. Quando lo ha letto, Informatico ha ringhiato: «No, un cristiano non può accettare che l’uomo discenda dalla scimmia. Perché così va a puttane il concetto di peccato originale trasmesso per discendenza a tutti gli esseri umani e quindi la funzione salvifica di Cristo dell'umanità non avrebbe senso. Ma vedi che non sai nemmeno le basi della tua religione? E l'intelligent design non è altro che un creazionismo mascherato malamente da scienza. Studia, capra. Studia. Capito, capra? Studia, lo dico per te».

 E io ho ribadito: «A differenza di certi protestanti americani, i cattolici non prendono la Bibbia alla lettera. Il racconto del peccato di Adamo non va preso alla lettera. Non bisogna immaginare che il primo uomo e la prima donna furono cacciati da un bel giardino e generarono tutta la razza umana».

 E Informatico: «Bla bla bla bla bla. Guarda un po’ che dice Pio XII in Humani generis: “Però quando si tratta dell'altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell'opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l'insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio”. Pensa, ne so più io che una bacia pile come te, e dire che ti proclami portatrice di verità. E’ così semplice coglionarti che non riesco a fermarmi. Mi ci sento quasi in colpa. SLAP SLAP ancora schiaffi... povera regina. Non ho tempo da perdere con una povera mentecatta come te ».

 Ed io: « Allora, tanto per iniziare, Pio XII era un uomo del suo tempo e non era uno scienziato. Quindi le sue parole vanno inserite nel loro contesto. Inoltre, Giovanni Paolo II ha affermato ufficialmente che la teoria evolutiva non è in contrasto con la Bibbia. Anche l'arcivescovo di Vienna Schönborn ha sostenuto ufficialmente che la teoria di Darwin non fa paura alla Chiesa E non dimentichiamoci di Teilhard de Chardin. E per dirla tutta, questa cauta apertura dei cattolici all’evoluzionismo ha fatto infuriare i musulmani:

http://us1.harunyahya.com/Detail/T/ZK9GNVJF290/productId/12723/I_CRISTIANI_DEVOTI_DOVREBBERO_PORRE_QUESTE_DOMANDE_AL_PAPA ».

 E Informatico: «Sei ignorante come una capra. E non offenderti per l'ignorante. Io sono fiero della mia ignoranza. è quella che mi spinge a informarmi di continuo e ad avere sempre dubbi e mai verità, come quelle che hai tu, su cui ti sei ammuffita e che ti impediscono di migliorare. E capra è anche perché cerchi di rigirare le parole e ti incarti come una caramella mettendoti in ridicolo. Ti cito un passo fondamentale di una enciclica su cui è basato anche il catechismo per il tema del peccato originale e tu mi dici che il papa che l'ha scritta non conta? Ma ti rendi conto che basta quello e in un confronto serio sei fuori? Taci e risparmia l'ennesima figura di merda. Tanto te usi la Bibbia invece del cervello».

Ed io: «Il cardinale Christoph Schönborn ha prudentemente distinto fra il concetto di evoluzione da un comune antenato (concetto che può anche essere accettato da un cattolico) e le ideologie darwiniane. Nel discorso del 22 ottobre 1996 ai membri della Pontificia Accademia delle Scienze, Giovanni Paolo II ha detto: “Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell’Enciclica (la Humani generis di Pio XII n.d.a.), nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi. È degno di nota il fatto che questa teoria si sia progressivamente imposta all’attenzione dei ricercatori, a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza non ricercata, né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria, (…) Nella sua enciclica Humani generis (1950) il mio predecessore Pio XII aveva già affermato che non vi era opposizione fra l'evoluzione e la dottrina della fede sull’uomo e sulla sua vocazione, purché non si perdessero di vista alcuni punti fermi. (…) Le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che le ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona” ».

 E Informatico: «Le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che le ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona". Questa citazione sarebbe uno schiaffo? Ti piacerebbe tanto eh? Questa citazione non afferma altro che le idee del Vaticano. Idee supportate dai discorsi dei teologi, ma non dai fatti. Una frase campata per aria così... La teoria dell'evoluzione tramite mutazione e selezione è invece una teoria scientifica supportata da fatti. Che poi, già dire che le teorie evolutive siano in funzione di filosofie che le ispirano è: 1) una stronzata, visto che una teoria scientifica si basa sui fatti e non sul ciarpame ideologico di qualsiasi provenienza; 2) spostare il discorso dal piano scientifico a quello dialettico. E sul piano dialettico i teologi possono passare l'eternità a dividere il capello in quattro, tanto poi il cancro se lo fanno curare da chi applica la teoria dell'evoluzione. Hai una dialettica da tredicenne in sindrome premestruale e prendi sonori schiaffi virtuali ogni volta che apri bocca ».

  Tralasciando la battuta sulla cura darwiniana del cancro, non si capisce in quale maniera la frase “campata per aria dai teologi” potrebbe sminuire la portata dell’apertura, seppure cauta, di GPII alla teoria evolutiva. Inoltre, la connessione fra la teoria di Darwin e il “ciarpame ideologico” nazista è certificata dagli stessi nazisti. La carta canta. E in quella carta, Informatico si incarta come una caramella.

Comunque sia, alcuni giorni dopo è entrato nella discussione tal Wallace. Egli mi ha fatto giustamente notare che gli scienziati firmatari della petizione

  A scientific dissent from Darwinism

sono delle mezze calzette:

«Tutti questi sedicenti scienziati non sono riusciti a pubblicare UNO STRACCIO DI ARTICOLO non dico su Nature, che è dominata dai satanisti evoluzionisti, ma su una qualunque rivista peer-reviewed"».

  Ha ragione. Come possono pretendere un Philip Skell qualunque (“Emeritus, Evan Pugh Prof. of Chemistry, Pennsylvania State University Member of the National Academy of Sciences”) e un Lyle H. Jensen qualunque (“Professor Emeritus, Dept. of Biological Structure & Dept. of Biochemistry University of Washington, Fellow AAAS) – i primi due della lista - di saperne più di Wallace e di Informatico? Evidentemente, Wallace e Informatico riescono a  pubblicare sulle migliori riviste peer-reviewed. Inoltre, Wallace mi faceva notare che nelle discussioni scientifiche è lecito citare solo articoli tratti da Science e da Nature. Evidentemente, egli partecipa assiduamente a tutte le più importanti discussioni fra scienziati. Scherzi a parte, egli voleva che leggessi il solito articolo di Nature in cui qualche pio custode del Dogma evoluzionista cerca di convincerci che un giorno la mucca, stufa di paesaggi agresti, volle farsi una vacanza al mare, nuotò, ci prese gusto e così un poco alla volta, attraverso le mutazioni causali progressive, divenne Moby Dick. Chissà che risate si faranno i posteri, quando leggeranno quell’articolo di Nature.

 Comunque Wallace ha detto: «Io ti do un articolo pubblicato su una delle migliori riviste peer-reviewed (hai idea di cosa significhi?) e tu mi rispondi con due link a siti di anti-evoluzionisti e uno a wikipedia! A quando le opinioni di Giacobbo e di Dylan Dog?»

 Ed io ho risposto: «Giacobbo è ridicolo, vero? Certo che dopo il libro sul 2012, dovrebbe andare a nascondersi. Ebbene, il ridicolo Giacobbo è un evoluzionista. In una puntata di Voyager parlava addirittura di "bambini indaco", i quali avrebbero compiuto un ‘salto evolutivo’ rispetto a noi banali uomini sapiens. E ridendo e scherzando, il ridicolo Giacobbo propaganda l’ideologia superominista di Hitler. E tanto per continuare a ridere, guardiamoci una supercazzola che mischia giganti della Bibbia e teoria evolutiva direttamente da Voyager:

http://www.youtube.com/watch?v=tOiQYzUJKWg

 Giacobbo è ridicolo come gli altri evoluzionisti, le cui riviste ufficiali sono Nature e Science. L’ostinazione con cui negano l’esistenza di buchi giganteschi nella loro teoria li rende ridicoli. Per venire pubblicati in Urss, bisognava coprire di elogi Lenin e Stalin. Per venire pubblicati su Nature e su Science, devi giurare solennemente eterna fedeltà ai dogmi dell'evoluzionismo. Ma su Nature, per fortuna, non si parla solo di evoluzionismo ».

 E il sommo Wallace, credendosi vincitore, risponde: « Tu hai scritto: ‘il ridicolo Giacobbo è un evoluzionista’, e ‘Giacobbo è ridicolo come gli altri evoluzionisti’. Ehm, faccio rispettosamente notare che GPII ha dichiarato che ‘Evolution’, he added, ‘has acquired the status of established fact. In the words of His Holiness John Paul II’

(http://ncse.com/news/2009/10/latest-evolution-from-vatican-005083 ).

Nel tuo ridicolo ragionamento per il quale ogni evoluzionista è ridicolo, sei riuscita nell'impresa di dare del ridicolo al precedente papa della Chiesa Cattolica. Niente male anche per una principiante».

 E tal Holy Pastafarian aggiunge: «Eccellente sbugiardamento! Se avessero un minimo di onestà intellettuale andrebbero a nascondersi».

 Gli sbugiardatori in buona sostanza dicono: tu dici che gli evoluzionisti sono ridicoli, Giovanni Paolo II era un evoluzionista, tu dici che Giovanni Paolo II era ridicolo. Ebbene il sillogismo non sta in piedi in quanto GPII non era un evoluzionista. Per la precisione, non era uno scienziato. Era un papa. Il papa è infallibile quando si pronuncia sulle questioni dottrinali e teologiche, non quando si pronuncia sulle questioni scientifiche. Il famoso discorso del 1996, citato nell’articolo postato da Wallace, GPII ha detto: “nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi”. Ora, questa frase è stata oggetto di fraintendimenti e strumentalizzazioni. Gli evoluzionisti hanno esultato: “Ha dato ragione a noi!!!” In realtà GPII non poteva dare né ragione né torto agli evoluzionisti in quanto non era uno scienziato. Il succo del discorso di GPII è questo: la teoria evolutiva non è in contrasto con la fede. Punto. Il cardinale Christoph Schönborn, molto più preparato di GPII nelle materie scientifiche, ha dovuto  spendere molte energie per chiarire gli equivoci alimentati dalla succitata frase di GPII. «Alla domanda circa l’intervento che Giovanni Paolo II tenne di fronte alla Pontificia Accademia delle Scienze nell’ottobre del 1996 parlando dell’evoluzionismo come "più di una ipotesi’" il Cardinale Schönborn ha spiegato che quella frase "vale nel senso che la teoria come teoria scientifica si è amplificata con nuovi dati scientifici, ma certamente quella frase non può essere interpretata come un ‘amen’ della Chiesa cattolica sull’evoluzionismo ideologico"»  (Il Cardinale Schönborn auspica un dibattito più libero sulla teoria evoluzionista, ZENIT.org: http://www.identitaeuropea.org/archivio/articoli/zenit_cardinale.html ). In sostanza, Schönborn distingue fra la teoria dell’evoluzione e l’evoluzionismo inteso come ideologia. In un articolo, pubblicato il 7 luglio 2005 sul New York Times, Schönborn è stato ancora più chiaro: «L’evoluzione nel senso di una comune discendenza può essere vera, ma l’evoluzione nel senso neo-darwiniano, intesa cioè come processo di variazione causale e selezione materiale non lo è. […] Un sistema di pensiero che neghi o tenti di confutare la palmare evidenza di disegno biologico è ideologia, non scienza». Come si vede, la posizione di Schönborn è molto complessa, molto equilibrata e molto diplomatica (secondo la migliore tradizione vaticana). Egli da una parte accetta l’ipotesi della discendenza dell’uomo dalla scimmia, dall’altra, però, attacca apertamente i concetti centrali del neodarwinismo: la variazione causale” e la “selezione materiale”. E non sfugga quell’accenno sibillino al “disegno biologico, che somiglia tanto a “Intelligent Design” D’altra parte lo stesso GPII nel discorso del 1996 aveva detto: «Le teorie dell’evoluzione che, in funzione delle filosofie che le ispirano, considerano lo spirito come emergente dalle forze della materia viva o come un semplice epifenomeno di questa materia, sono incompatibili con la verità dell’uomo. Esse sono inoltre incapaci di fondare la dignità della persona». Insomma, GPII condanna esplicitamente l’evoluzionismo ideologico, che appunto considera “lo spirito come emergente dalle forze della materia viva”. Quindi posso dire, a ragion veduta, che Giovanni Paolo II non era un evoluzionista e che quindi io non l’ho mai definito ridicolo. E mi sa proprio che non sarò io a dovermi nascondere.

(Continua)

 

 

postato da: reginadistracci alle ore 16:35 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: scienza, ateismo, eugenetica, darwinismo, anti-teismo
giovedì, 15 ottobre 2009

AVVISO IMPORTANTE relativo al post "sofismi anti-teisti"

 Due commenti di anonimi che teoricamente sarebbero stati pubblicati in coda al post Sofismi anti-teisti" non appaiono.  Adesso ho aggiunto anche un mio commento, risulta pubblicato ma non appare. Probabilmente, si tratta di una disfuzione di Splinder. Quindi state tranquilli: io non ho cancellato nessun commento (a parte uno di Rob e uno di Informatico, che ho trovato troppo volgari). Mi scuso per il "disservizio". Provate a pubblicare i commenti in coda a questo post, magari appariranno. Già che ci sono, ripubblico il mio ultimo commento, disperso fra i meandri di Splinder:

@ Wallace:

"Le petizioni, bla bla, vanno bene per la politica, ancora non hai capito che sei entrata in un campo SCIENTIFICO e ti sei da sola (o con l'aiuto di alcuni pseudoscienziati alla Giacobbo, che ti si adattano perfettamente) ricoperta di ridicolo? Tutti questi sedicenti scienziati non sono riusciti a pubblicare UNO STRACCIO DI ARTICOLO non dico su Nature, che è dominata dai satanisti evoluzionisti, ma su una qualunque rivista peer-reviewed".

 Hai ragione, i sottoscrittori della petizione sono un branco di cretini che non contano nulla, anche se hanno cattedre universitarie e phd. Quindi fai un favore alla scienza: scrivi ai rettori delle università in cui insegnano quei cretini e informali che danno lavoro a dei cretini, molto meno preparati di te e di Informaticoevoluzionista. E scrivi si primari degli ospedali in cui lavorano i medici eretici che hanno sottoscritto la petizione contro Darwin, per informarli che i pazienti rischiano la vita a farsi curare da quei ciarlatani che ne sanno molto meno di te a proposito di cellule, di Dna e di neurologia.

"Ti dirò di più: il fatto di pubblicare anche su Nature non è di per sé garanzia di "aver ragione" (semplifico dato il livello del blog), succede di avanzare ipotesi che poi vengono smentite. Ma anche per avanzare ipotesi ci vuole un minimo di conoscenza di base, materiale drammaticamente scarso negli anti-evoluzionisti (certo potreste darvi da fare un po' di più, cribbio!)".

 L'hai detto: le ipotesi vanno verificate. Cosa che gli evoluzionisti non hanno mai voluto fare con la loro teoria. Se provi a muovere delle critiche al Dogma, ti trattano come un appestato. E critiche al Dogma non ne hanno mosse solo i sostenitori dell'Intelligent Design, che è una teoria (o congettura, se preferisci)  molto recente. Prima che Behe e Demsky pubblicassero i loro testi fondamentali, un genetista molto qualificato ha messo in evidenza alcuni "problemi" relativi al concetto di mutazione causale\selezione. Sottolineo: non criticava l'evoluzionismo in nome di una teoria alternativa, ma semplicemente sollevava alcuni rispettosi dubbi. Sto parlando di John Burdon Sanderson Haldane. Non era un cretino qualunque. Oltretutto, era un evoluzionista convinto. Copio-incollo da wikipedia:

"John Burdon Sanderson Haldane (Oxford, Regno Unito, 5 Novembre 1892 – Bhubaneswar, India, 1 Dicembre 1964) è stato un biologo e genetista inglese. Insieme a R.A.Fisher e S.Wright è considerato uno dei fondatori della moderna sintesi evoluzionistica. Nel 1952 la Royal Society britannica gli conferì la Medaglia Darwin. Nel 1958 la Linnean Society of London gli conferì la Megaglia Darwin-Wallace".

Nel 1957, questo evoluzionista convinto pubblicò un libro che è rimasto sullo stomaco a tutti gli evoluzionisti: "The Cost of Natural Selection"In questo studio, Haldane sintetizza così il problema:

 "Il numero di loci in una specie di vertebrati è stato valutato a circa 40.000. Le specie, anche quando imparentate strettamente, possono differire per migliaia di loci, anche se le differenze per lo più sono molto lievi. Ma è richiesto lo stesso numero di morti, o un numero equivalente, sia per sostituire un gene che produce un fenotipo a mala pena distinguibile da uno che produce un fenotipo molto differente. Se due specie differiscono per 1000 loci ed il tasso medio di sostituzione dei geni, come è stato suggerito, è di una ogni 300 generazioni, ci vorranno 300.000 generazioni per generare una differenza interspecifica. Può volerci molto di più, dato che se un allele a1 è sostituito da a10, la popolazione può passare attraverso fasi in cui il genotipo più comune è a1a1, a2a2, a3a3 e così via, in successione, attraverso le varie combinazioni di alleli che danno di volta in volta l'idoneità massima nell'ambiente attuale e nell'ambiente residuo. Quindi il numero di 300 generazioni è una valutazione conservativa per una specie che evolve lentamente ma non è sull'orlo dell'estinzione. Per una differenza di almeno 1.000 geni, sono necessarie 300.000 generazioni - forse di più, se un certo gene passa attraverso più di un'ottimizzazione".

Traduzione in parole povere tratta da Progetto Cosmo:

 "Il genetista J.B.S. Haldane calcolò che in una popolazione stazionaria di mammiferi a riproduzione lenta, non più di un gene nel corso di 300 generazioni potrebbe diventare stabile, a causa del costo della sua sostituzione. Focalizziamoci sull'evoluzione umana durata, diciamo, 10 milioni di anni. Consideriamo 20 anni l'effettivo periodo individuale di riproduzione durante tale era. Questo fa un totale di 500.000 generazioni. Applicando il limite di Haldane di una sostituzione ogni 300 generazioni, avremmo che in 10 milioni di anni la popolazione potrebbe sostituire non più di 1667 nucleotidi favorevoli. Non è abbastanza per spiegare l'evoluzione dell'uomo".
 Tu dirai: ma Haldane parlava negli anni Cinquanta, oggi sappiamo molto cose che Haldane non sapeva.  Appunto, oggi sappiamo che il Dna è molto più complesso di quanto pensava Haldane. Lungi dall'essere risolto, il "dilemma" si è complicato enormemente. Nel
1993 Walter ReMine, nel libro

"The Biotic Message

 

ha aiutato gli evoluzionisti a riportare a livello conscio il "trauma"  provocato loro da  Haldane.  Infatti la loro  mente aveva trasferito il ricordo del trauma dalla coscienza all'incoscio. Fuor di metafora, avevano fatto di tutto perché l'opera di Haldane venisse dimenticata.  Quando ReMine ha sbattuto loro in faccia il dilemma, essi hanno tentato di risolverlo in maniera sbrigativa:

 http://www.talkorigins.org/indexcc/CB/CB121.html

Ma i loro argomenti sono stati smontati in fretta:
 Williams, “Answering Evolutionist Attempts to Dismiss ‘Haldane’s Dilemma’”

Anche il Prof. Antonio Lima-de-Faria è tutto fuorché un incompetente. E' Il più celebre cito-genetista vivente. Ha pubblicato oltre 180 studi, tra i quali la fondamentale opera Molecular Evolution and Organization of the Chromosome (Elsevier 1983). E’ stato il primo a realizzare la fusione tra una cellula umana ed una di origine vegetale. Accademico dei Lincei, della Società Fisiografica di Svezia, dell’Accademia delle Scienze di New York, dell’Accademia delle Scienze di Lisbona, dell’Accademia delle Scienze del Brasile e di altri importanti Istituzioni internazionali. Ha collaborato con le più importanti università del mondo ed è considerato il padre della genetica molecolare contemporanea. Professore emerito dal 1988, prosegue tutt’ora le sue ricerche presso l’Università di Lund. Ebbene, egli ha pubblicato lo scandalosissimo studio Evoluzione Senza Selezione, che ha fatto infuriare tutti i membri della lobby evoluzionista. Ovviamente, dopo questo studio si potrà scordare il nobel.

 Darwin si convinse che l’evoluzione avviene «per selezione naturale». Ma i bio-evoluzionisti sanno da decenni  che la selezione naturale, lungi dal favorire l'evoluzione,  tende a «stabilizzare» le specie . Oltretutto, è dubbio che una selezione esista davvero. Nessuno l'ha mai misurata. Antonio Lima De Faria sostiene che non esistono nemmeno le mutazioni, cioè quelle piccole variazioni casuali che distinguono un individuo da un altro, per esempio due passeri con penne più o meno scure, e su cui si esercita la selezione naturale, favorendo l’uno sull’altro. Ma quali mutazioni casuali, dice De Faria: «Tutto è ordinato».

Il curatore dell’edizione italiana del libro di Lima-deFaria ha notato con amarezza:

“Fra le varie contumelie ricevute per aver introdotto - per passione, praticamente a mie spese, e dopo quattro anni di lavoro assai poco grato - l'opera di Antonio Lima-de-Faria in Italia, sono stato accusato perfino di essere una sorta di agente intellettuale del Vaticano, senza peraltro tener conto del materialismo ateo e del determinismo di Lima-de-Faria, né del fatto che la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti della teoria della selezione naturale è ormai possibilista. A mio parere, in ciò la Chiesa Cattolica ha dimostrato ancora una volta un grave ritardo epistemologico e scientifico, come per il caso Galileo: arriva oggi a dire ciò che avrebbe dovuto dire ieri, e lo fa quando ormai la scienza seria (ma non la vulgata televisiva) è già andata oltre. E' difficile non sorridere di simili deliri isterici, che gridano all'eresia appena si prova a discutere l'ultima grande ideologia dei nostri tempi. C'è tuttavia meno da sorridere se si pensa che tale atteggiamento rivela un aspetto riprovevole della pratica scientifico-accademica, basata su un crivello ideologico neanche velato. Più che la diatriba evoluzionismo/anti-evoluzionismo, la possibilità stessa di intavolare un dibattito fra le due correnti è esclusa a priori con argomentazioni degne di un sacrestano di provincia o di un agit-prop; fra queste la falsa dicotomia urlata e ripetuta ad nauseam che vorrebbe opporre come unica alternativa all'evoluzionismo un mistico e antiscientifico creazionismo di stampo americano. D'altronde la diffusione di tale atteggiamento preconcetto risponde a una precisa divisione geopolitica: si può infatti discutere in termini scientifici di teorie alternative all'evoluzionismo neo-darwiniano in Russia, Francia, Germania, Svezia ma non nel mondo angloamericano, vassalli economici e culturali compresi (Italia, Giappone e Spagna in prima fila). E se si riflette sulla giustificazione "scientifica" che il darwinismo prima e il neo-darwinismo poi hanno sempre fornito all'aggressivo sistema sociale occidentale, quello dell'industrializzazione, del colonialismo e del fardello dell'uomo bianco, dell'individualismo e della lotta finanziaria, si capisce il perché del perdurare tenace di una dottrina sociologica (Malthus) come cornice paradimatica di tutte le scienze biologiche. Non soltanto tale dottrina calza come un guanto sul nostro sistema socioeconomico, ma gli fornisce una specie di giustificazione mitica, il crisma della cosa più simile alla religione che sia rimasta davanti agli occhi delle masse: la Scienza”.

P. S.
P. S. SEGNALO A TUTTI UN CONVEGNO SU DARWIN E INTELLIGENT DESIGN:
COSA RESTA DI DARWIN?
16-17 OTTOBRE 2009
Primo congresso creazionista nell'anno del celebre naturalista.
Un messaggio comune da Newton...Pasteur, fino all'Intelligent Design.

VENERDI 16 OTTOBRE
EVOLUZIONISMO SOTTO ASSEDIO!

Ore 20,30 Hotel Jolly Touring - Via Ugo Iginio Tarchetti, 2 - Milano
Partecipano: Marco Chiesa, Stefano Bertolini, Mart De Groot, Francesco
Agnoli
Moderatore: Steno Sari

SABATO 17 OTTOBRE
TAVOLA ROTONDA FRA EVOLUZIONISTI E ANTIEVOLUZIONISTI
Ore 15,30 Hotel Jolly Touring - Via Ugo Iginio Tarchetti, 2 -Milano
Moderatore: Marco Respinti
Partecipano: Roberto Verolini,  Ferdinando
Catalano, Mart De Groot, Salvatore Pisu

IL CREAZIONISMO SOSTENIBILE
Ore 20,30 Hotel Jolly Touring - Via Ugo Iginio Tarchetti, 2 -Milano
Introduzione: Paolo Benini - Genesi: mito o realtà?
Moderatore: Fabrizio Fratus
Partecipano: Fernando De Angelis, Andrea Lucarelli, Stefano Bertolini,
Ferdinando Catalano, Mart De Groot, Marco Chiesa, Stefano Giliberti, Pier
Maria Boria
Conclude i lavori il Presidente dell'Associazione AISO Romano Ricci
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categorie: scienza, darwinismo
mercoledì, 14 ottobre 2009

GALILEO

 In Storia della filosofia occidentale (trad. it. Longanesi), Bertrand Russell getta tonnellate di fango sulla Chiesa “oscurantista”. Poi di sfuggita, e suo malgrado, nota a proposito di Copernico a p. 772:

"E. A. Burtt, nel suo interessante libro The Metaphysical Foundation of Modern Physical Science (1925), denuncia con molta energia le varie ipotesi ingiustificabili proposte dagli uomini che fondarono la scienza moderna. Egli afferma, con assoluta esattezza, che al tempo di Copernico non esisteva alcun fatto conosciuto che obbligasse ad accettare il suo sistema. 'Gli empiristi nostri contemporanei, se fossero vissuti nel XVI secolo, sarebbero stati i primi a deridere la nuova filosofia dell'universo'. Obiettivo generale del libro è screditare la scienza moderna, suggerendo come le sue scoperte siano fortunati accidenti nati per caso da superstizioni grossolane quanto quele del Medioevo. Credo che questo dimostri una concezione errata dell'atteggiamento scientifico: non è ciò che l'uomo di scienza crede a distinguerlo, ma come e perché lo crede. Le sue teorie sono dei tentativi, non dei dogmi: sono basate su delle prove, non sull'autorità e sull'intuizione. Copernico aveva ragione di chiamare la sua teoria un'ipotesi; i suoi avversari avevano torto a pensare che una nuova ipotesi non fosse desiderabile".

 In primo luogo, Russell dice una cosa inesatta: non è affatto vero che nel sedicesimo secolo gli uomini di Chiesa pensassero che "una nuova ipotesi non fosse desiderabile". Copernico era un cattolico ortodosso e consacrato; fece i suoi studi e le sue osservazioni astronomiche nella cattolicissima Italia, affiancato da cattolicissimi accademici italiani; a Roma tenne alcune lezioni, nel corso delle quali presumibilmente illustrò anche le sue osservazioni astronomiche. Sebbene fosse considerata ua mera "ipotesi", la teoria di Copernico piaceva. Nell'Italia controriformistica la teoria di Copernico era tranquillamente insegnata accanto a quella tolemaica: in assenza di prove certe, l'una valeva l'altra. Un cratere della luna si chiama Clavius (e Clavius si chiama pure la base lunare di 2001 Odissea nella spazio di Kubrick). Ebbene, Clavius era un astronomo gesuita che, col suo cannocchiale, confermò le osservazioni del suo amico Galileo. Anche gli artisti guardavano con simpatia alle nuove scoperte astronomiche: Nella cupola della Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore il pittore toscano Ludovico Cardi, detto il Cigoli dal nome del luogo natio, artista tutt’altro che “minore” che a Roma aveva già dato prova di sé, rappresenta una Immacolata Concezione in modo tutt’altro che tradizionale. La Madonna del Cigoli, infatti, si erge su una luna del tutto insolita. Non si tratta del “classico” crescente lunare, ma di una rappresentazione molto più naturalistica, frutto appunto delle osservazioni che Galileo” (leggi tutto qui: http://www.tempi.it/cultura/004800-la-madonna-galileiana ). Invece Lutero aveva condannato espressamente la teoria di Copernico, impedendone la diffusione nei paesi protestanti (Keplero stesso fu costretto a riparare in un paese cattolico). Ma la cosa più importante è questa: Russell ammette che nel sedicesimo secolo non c'erano prove a favore l'eliocentrismo. Ma di prove a favore dell'eliocentrismo non ce ne sarebbero state neppure un secolo dopo, ai tempi di Galileo. Le osservazioni che Galileo fece col telescopio non aggiunsero nessuna "prova" alla teoria di Copernico. Se fosse stato onesto, Russell avrebbe dovuto ammettere che ai tempi di Galileo un empirista dei nostri tempi  sarebbe stato dalla parte di Bellarmino. Ma ovviamente non ammette nulla, e getta fango sulla Chiesa e sull'Italia. Uno come Russell dalla mie parti si chiama paraculo. Ma per fortuna esistono anche gli studiosi onesti, come Burkhardt, Popper, Koestler. Questi ultimi hanno dovuto dare ragione a Bellarmino.

A scanso di equivoci, Popper era ebreo. Anche il premio nobel per la fisica Arno Penzias è ebreo ed agnostico. Ebbene, nel libro La variabile Dio di Riccardo Chiaberge (http://www.ibs.it/code/9788830425569/chiaberge-riccardo/variabile-dio-cosa.html), Penzias prende le difese di Belarmino:

http://www.tempi.it/cultura/006548-i-dubbi-di-penzias-su-galileo
l nobel per la fisica e la teoria eliocentrica di Elena Inversetti

«C’è un desiderio di infinito, un desiderio per qualcosa che trascenda la nostra esperienza, perché sentiamo il bisogno di uscire dal nostro mondo». Sono le parole del premio Nobel per la Fisica Arno Penzias, ebreo agnostico, che in La variabile Dio di Riccardo Chiaberge (edito da Longanesi) dialoga con un altro autorevole astrofisico, il gesuita George Coyne, sul rapporto scienza e fede. La doppia intervista si apre a interessanti affondi, come quello su Darwin, giudicato “inscientifico”, e su Galileo, il martire del pensiero laico sorprendentemente giudicato in modo severo dal laicissimo Penzias, perché avrebbe cercato di imporre una teoria senza averla dimostrata empiricamente. Nel capitolo intitolato “La sfida di Galileo e le scuse di Wojtyla”, infatti, il Nobel che fra i primi ha indagato i misteri del Big Bang dice: «Come scienziato penso che i contributi più importanti di Galileo siano venuti dopo il processo, non prima (…). Allo stesso tempo, l’uomo era anche straordinariamente abile nel maneggiare i media della sua epoca, e perfino quelli dei secoli successivi. È molto difficile dir male di una figura mediatica». Tanto che «in una lettera al suo protettore scrisse che Dio aveva nascosto le stelle medicee, i satelliti di Giove, allo sguardo degli uomini fino all’avvento del regno del principe: glieli aveva riservati in modo che potessero prendere il nome della famiglia». La realtà è che, in base alle ricerche precedentemente effettuate da Keplero, la Chiesa cattolica non aveva problemi con l’universo eliocentrico, ma per cambiare la teologia aveva bisogno di prove, certe, e quella delle maree fornita da Galileo era sbagliata. In verità «qualsiasi esperimento uno avesse fatto ai tempi di Galileo non avrebbe potuto escludere un universo geocentrico», dunque, secondo Penzias, non cambiare teologia prima di Newton «fu un atto di prudenza da parte degli astronomi gesuiti e della gerarchia cattolica».

 Dunque Galileo non portò delle prove convincenti a favore della sua teoria. Per essere precisi, la prova definitiva a favore della rotazione terrestre fu trovata da Foucault nel 1851. Prima del 1851, la teoria eliocentrica era considerata  una mera "ipotesi", seppure "probabile". Nel secolo dei Lumi, l'astronomo Laplace era costretto ad ammettere che detta teoria non era provata. Eppure, proprio nel secolo dei Lumi le opere che sostenevano l'eliocentrismo venivano tolte dall'Indice. Nel 1822 Pio VIII diede l'imprimatur anche alle opere che sostenevano l'eliocentrismo come "teoria certa". Dunque gli uomini di Chiesa diedero il "via libera" alla diffusione delle teorie eliocentriche ben prima che Foucault attaccasse il suo pendolo al soffitto.

 Nel secolo dei Lumi, Voltaire ripeteva "Écrasez l'Infâme”, dove "l'Infâme" è la Chiesa. Voltaire riteneva che il "fine" cioè la distruzione della Chiesa giustificasse qualunque "mezzo": anche la calunnia. Si attribuisce a lui il detto: "Calunniate, calunniate, che qualcosa resterà…". Seguendo Voltaire, gli illuministi hanno usato scientemente la "calunnia" come arma di distruzione della Chiesa. I calunniatori illuministi hanno fatto di Galileo una specie di eroe del libero pensiero in lotta contro l'oscurantismo cattolico. Secondo la vulgata illuminista, tuttora insegnata nelle scuole, l'inquisizione avrebbe processato e torturato Galileo in quanto la teoria eliocentrica sarebbe stata contraria alla Bibbia. Falso. L'inquisizione processò Galileo in quanto Galileo pretendeva di correggere la Bibbia. Il suo ragionamento era questo: siccome la terra gira attorno al sole, allora i brani biblici in cui si afferma che la terra è ferma sono sbagliati e vanno riscritti. Bé, questo era davvero troppo. Bellarmino e gli altri ecclesiastici sapevano benissimo che la Bibbia non è un testo scientifico, sapevano benissimo che la Bibbia usa un linguaggio metaforico e figurale (ne parla anche Dante nel Convivio). Inoltre, come abbiamo visto, essi non escludevano a priori la possibilità che la teoria eliocentrica di Copernico potesse essere vera. Quello che proprio non potevano ammettere, era la mancanza di rispetto di Galileo verso il testo sacro. Aggiungi che Galileo, tipo arrogante, si era inimicato tutti i personaggi più illustri alla corte papale e il papa stesso.  Un processo era il minimo che poteva capitargli. E per punizione, dovette recitare qualche salmo in una splendida villa sull'Aventino (cfr. Angeli e demoni è una boiata pazzesca:
http://reginadistracci.splinder.com/post/2055652/ANGELI+E+DEMONI+E%27+UNA+BOIATA+).

  Nel 1992 Nicola Cabibbo, ex presidente dell'istituto nazionale di fisica nucleare, ha affermato: "Se andiamo a rivedere il processo, Galileo è stato condannato non tanto per quello che di scientifico diceva ma perché tentava in qualche modo di fare il teologo. Galileo stesso diceva, sbagliando: poiché è la terra che gira attorno al sole, dobbiamo cambiare le Scritture; col risultato che quando Newton  avrebbe scoperto la gravitazione universale ed Einstein la relatività avremmo divuto riscrivere nuovamente i testi sacri". Se volete fare la conoscenza con questo "oscurantista" che osa dare ragione a Bellarmino, contattaelo direttamente: http://www.facebook.com/note.php?note_id=75615768344

 Vedi anche: http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=22215

 Nel 2009 è uscito uno studio esauriente sul processo a Galileo che si avvale di tuti i documenti relativi al famigerato processo:

I documenti vaticani del processo di Galileo Galilei. Nuova edizione accresciuta,

rivista e annotata da SERGIO PAGANO, 2009, pp. CCLXVIII, 332, tav. 28

ISBN 978-88-85042-62-9

€ 60,00

(http://asv.vatican.va/it/stud/indici_pubblic/CAV_069.htm )

Ecco una recensione di questo studio:

http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=1&id=10696

Altri link

http://bottone.blogspot.com/2008/01/processare-galileo-stato-un-anarchico.html
botblog
http://www.europaoggi.it/content/view/49/94/

P. S.
Non dimentichiamo che la scienza è figlia della fede.
Galileo cercava "il pensiero di Dio impresso nella materia".
Newton scriveva: « Non credo che ciò [l'Universo] si possa spiegare solo con cause naturali, e sono costretto a imputarlo alla saggezza e all'ingegnosità di un essere intelligente ».

 

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categorie: scienza, cristianesimo
domenica, 04 ottobre 2009

SOFISMI ANTI-TEISTI, I. Darwinismo, razzismo, eugenetica e aborto.

 Da quando Licenziamento del poeta mi ha nominato in un suo post, definendomi "integralista", il numero medio dei contatti giornalieri di questo blog si è decuplicato. Il post Sotto l'anti-teismo, la barbarie ha ricevuto un numero record di commenti (record per il mio blog, beninteso). Intanto, in margine al post Caro presidente Obama, si sono fronteggiati il darwiniano Informatico e il sostenitore del Disegno intelligente Figliolprodigo. Confesso che questa situazione mi mette in difficoltà. Il tempo è poco e faccio fatica a stare dietro a tutti i commenti. Ma pazienza. Mi sono resa conto che i commenti violenti e sarcastici lasciati dagli anti-teisti rappresentano un importante materiale di studio. Dopo averli riletti con calma, ho deciso di farne un post. La discussione ha toccato o meglio ha "travolto", come un fiume in piena, diversi temi: il relativismo, la libertà sessuale, le leggende nere contro la Chiesa, il processo a Galileo, il darwinismo, l'eugenetica la legge naturale e qualcos'altro. Ebbene questi temi sono strettamente interconnessi. Vediamo in primo luogo il tema del darwinismo.

 Scrive Anonimo 100 al commento 145 di Sotto l'antiteismo:

"I vegetariani/vegani sarebbero ben felici di estendere una qualche definizione di 'umano' anche a tutti gli animali, senza ricorrere ad alcun dato scientifico. lo stesso vale per i razzisti desiderosi di restringere la definizione di "umano" in modo da escludere le "razze" a loro antipatiche, e anche questo su base assolutamente non scientifica. Che razza di garanzia mi da una definizione non scientifica di 'umano'?"

 Il problema è che la scienza è progressiva per sua stessa natura. Essendo progressiva, è imperfetta. La scienza di oggi è più imperfetta della scienza di domani, e la scienza di domani è più imperfetta della scienza di dopodomani. In effetti, il progresso della scienza non può avere fine. Il progresso della scienza è una infinita marcia di avvicinamento all'infinito. Più la scienza si avvicina alla meta, più la meta si allontana. Dunque l'imperfetta scienza del presente non può essere un fondamento solido per l’etica. Anonimo 100 dice che i razzisti basano il razzismo su "dati assolutamente non scientifici". Haimé, non è così. Sia i teorici ottocenteschi del razzismo scientifico (Joseph Arthur de Gobineau, Houston Stewart Chamberlain) sia i teorici novecenteschi dell'eugenetica (fra i quali spiccano lo scrittore Aldous Huxley e suo fratello) basano le loro deliranti teorie sulla teoria di Darwin. Charles Darwin stesso era razzista. In realtà, è impossibile separare il razzismo di Darwin dalla teoria di Darwin. Guarda un po’ che cosa scriveva ne L’origine della specie :

 “Fra i selvaggi i DEBOLI di corpo e di mente vengono presto eliminati; e quelli che sopravvivono godono in genere di un ottimo stato di salute. D’altra parte, noi uomini civili cerchiamo con ogni mezzo di ostacolare il processo di eliminazione; costruiamo ricoveri per gli incapaci, per gli storpi e per i malati; facciamo leggi per i poveri; e i nostri medici usano la loro massima abilità per salvare la vita di chiunque fino all’ultimo momento. Vi è ragione di credere che la vaccinazione abbia salvato migliaia di persone, che in passato sarebbero morte di vaiolo a causa della loro debole costituzione. Così i membri DEBOLI della società civile si riproducono. Chiunque sia interessato dell’allevamento di animali domestici non dubiterà che questo fatto sia molto dannoso alla razza umana. E’ sorprendente come spesso la mancanza di cure o le cure mal dirette portano alla degenerazione di una razza domestica: ma, eccettuato il caso dell’uomo stesso, difficilmente qualcuno è tanto ignorante da far riprodurre i propri animali peggiori … Dobbiamo perciò sopportare gli effetti indubbiamente deleteri della sopravvivenza dei DEBOLI e della propagazione delle loro stirpe” (pp. 175-176).
“I due sessi - conclude Darwin – dovrebbero star lontani dal matrimonio, quando sono DEBOLI di mente e di corpo; ma queste speranze sono utopie, e non si realizzeranno mai, neppure in parte, finché le leggi dell’ereditarietà non saranno completamente conosciute. Chiunque coopererà a questo intento, renderà un buon servigio all’umanità” (p. 269).

 Come non è possibile separare la teoria di Darwin dal razzismo di Darwin in persona, così non è possibile separare la teoria di Darwin dal nazismo. Ai nazisti stava molto a cuore il concetto di “selezione naturale”. L’Aktion t4 e la “soluzione finale” del problema ebraico avevano finalità eugenetiche.  Seguendo alla lettera la teoria di Darwin, i nazisti volevano impedire ai più “deboli” e ai membri delle “razze inferiori” di sopravvivere e di riprodursi. Non ci credete? Leggete questo brano sull'aktion t4 tratto da Wikipedia: 

 “Un altro esempio è tratto da una pubblicazione orientativa intitolata Du und dein Volk («Tu ed il tuo popolo») che veniva distribuita agli studenti al termine del ciclo scolastico obbligatorio - al raggiungimento del quattordicesimo anno d'età. Significativamente, anche in questo caso, il paragrafo riportato che tratta della legge sulla sterilizzazione si trova nel capitolo relativo ai rapporti tra individuo e Stato ed è inserito subito dopo «Il problema ebraico» e seguito da «La grande importanza del tasso di natalità». Si ripete anche qui lo schema classico nazionalsocialista di «eliminazione» dei «geni negativi» (ebrei, disabili, ammalati, asociali) e la «riproduzione» di quelli «positivi» (e vincenti nel processo di selezione naturale).
« Ovunque la natura sia lasciata a se stessa quelle creature che non possono competere con i loro vicini più forti sono eliminate dal flusso della vita. Nella battaglia per l'esistenza questi individui vengono distrutti e non si riproducono. Questo [processo] si chiama selezione naturale. I selezionatori di animali e piante che vogliono [ottenere] particolari caratteristiche eliminano sistematicamente quegli [elementi che dispongono di] tratti indesiderati e «procreano» [solo] quelle creature con i geni voluti. La «procreazione» è selezione artificiale.

Nel caso degli esseri umani il completo rifiuto della selezione ha condotto a risultati indesiderati ed inaspettati. Un esempio particolarmente chiaro è l'incremento delle malattie genetiche. In Germania nel 1930 esistevano circa 150.000 persone [internate] in istituti psichiatrici e 70.000 criminali [rinchiusi] in prigioni e carceri. Essi rappresentavano comunque solo una piccola parte del numero reale degli handicappati. Il loro numero totale è stimato in oltre mezzo milione. Questo richiede enormi spese da parte della società: 4 RM [ndt: Reichsmark] giornalieri per un malato di mente, 3,50 RM per un criminale, 5-6 RM per un invalido oppure un sordo. Di contro un lavoratore non qualificato guadagna 2,50 RM al giorno, un impiegato 3,50 RM ed un impiegato statale di basso livello 4 RM (il Ministro [ndt: degli Interni] del Reich Dr. Frick ha fornito queste stime nel 1933). (http://it.wikipedia.org/wiki/Aktion_T4)

 Noto per inciso che la teoria di Darwin ha ispirato pure l’immonda ideologia nazionalistica e il culto blasfemo della guerra come “unica igiene del mondo”. Questa immonda ideologia e questo culto blasfemo sono all’origine della Prima guerra mondiale. Invece, il razzismo darwiniano e l’eugenetica darwiniana sono all’origine della Seconda guerra mondiale. A parte questo, l'evoluzionismo darwiniano appartiene di diritto all'imperfetta scienza dell'Ottocento e del Novecento. La scienza del Duemila, che è meno imperfetta della scienza del Novecento, sta cominciando a seppellire il cadavere infetto dell’evoluzionismo. Ormai non bastano più tonnellate di cerone neodarwinaino – marca Richard  Dawkins - a  nasconderne l’avanzato stato di decomposizione. Intanto la teoria dell’ ID (Intelligent Design), riesce a fronteggiare valorosamente i predatori neo-darwiniani che spadroneggiano nelle università, vincendo nella darwiniana “lotta per la sopravvivenza” nel campo della scienza. Vi prego di riflettere su questo fatto: la teoria di Darwin è nata nel diciannovesimo secolo, la teoria dell’ID invece è nata alla fine del ventesimo secolo. Ebbene la scienza dei tempi di Darwin era molto più imperfetta della scienza della fine del ventesimo secolo e dell’inizio del ventunesimo. Domanda: può una teoria nata nel diciannovesimo secolo essere più perfetta di una teoria nata alla fine del ventesimo secolo? Fate voi. Ma se la teoria dell’ID è meno imperfetta della teoria di Darwin, tuttavia non è perfetta. Come ho detto, la scienza non è mai perfetta. Oltretutto, la teoria dell’ID è ancora in fase di elaborazione, e non escludo che un domani possa venire superata da un’altra teoria ancora più perfetta. Ma l’importante è riconoscere che il darwinismo è un cadavere infetto. E in effetti la scienza del Duemila ogni giorno getta nella fossa un cucchiaino di terra. Per finire di seppellire la teoria di Darwin e le sorelle mostruose da essa partorite  (razzismo ed eugenetica) ci vorranno ancora molti anni. Ancora oggi il vecchio genetista James Dewey Watson (scopritore del dna insieme a Francis Harry Compton Crick) sostiene apertamente che sia necessario distinguere fra "razze superiori" e "razze inferiori". Non sto scherzando. Un paio di anni fa Watson ha affermato candidamente che i bianchi sono più intelligenti dei neri per ragioni genetiche legate all’evoluzione darwiniana: “Non c’è un valido motivo per prevedere che le capacità intellettive delle persone divise geograficamente al momento della loro evoluzione si siano esplicate in maniera identica. Il nostro desiderio di attribuire uguali capacità razionali come una sorta di patrimonio universale dell’umanità non è sufficiente per renderlo reale”  (http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_17/watson_intelligenza_africani.shtml ; http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/james-watson/james-watson/james-watson.html ). Per fortuna, la reazione indignata del nostro genetista Luigi Luca Cavalli Sforza non si è fatta attendere.

 Ma oggi il darwinismo è una mentalità molto diffusa fra la gente di media cultura. Facendo un giro per la blogsfera, mi capita di trovare parecchi commenti nazi-darwiniani.

Dal blog di Berlicche (link: http://berlicche.splinder.com/post/21325433#comment):

“Gli organismi tra di loro fanno una lotta per la sopravvivenza e per le risorse (cibo energia, spazio,donne,danaro ecc ecc).Basta osservare la realtà per rendersene conto.

-In base a questa lotta per la sopravvivenza gli organismi più "forti" sopravvivono e i più "deboli" eliminati. - Quindi esiste una selezione naturale tra le specie per cui le specie più forti sopravvivono e quelle più deboli si estinguono. Questa legge vale sia per il gruppo che per i singoli. -Puoi notare tutto questo nella vita di tutti i giorni. Il più bello vince, il più forte sopravvive, il più produttivo è assunto e retribuito meglio ecc ecc. -Dunque caro Berlicco, arriverà anche per te e per me il momento di diventare deboli. A quel punto saremo eliminati. E' la legge dell'evoluzione caro Berlicco. Fattene una ragione. Se il tuo Dio (per te che credi) l'ha prevista un motivo ci sarà!”

Anonimo al commento 25 di Zeitgeist addendum: (http://reginadistracci.splinder.com/post/21215117#cid-58969195   )

 “Ma poi, su dio preferisco non dire nulla, ognuno si faccia le sue considerazioni, ma voler perfino negare la selezione naturale...! mah... forse non fai neanche sul serio... cioè, secondo te in natura i deboli se la cavano esattamente come i forti? beh ma infatti, tutt'oggi in africa, non sono mica i più forti a sopravvivere e quindi fare figli... No, in africa sono tutti figli di genitori morti infanti. quelli che ce la fanno ad arrivare alla pubertà, poi non scopano.  Chi sa se anche tu hai preso qualcosa dai tuoi genitori: il naso, gli occhi... magari pure qualche problema fisico che però la medicina OGGI può curare, permettendo anche a te di vivere sana e a lungo”.

 Dunque l’imperfetta scienza di due secoli fa ha partorito il darwinismo, che a sua volta ha partorito il razzismo e l’eugenetica (essendo queste ultime due facce della stessa medaglia). Invece la scienza della metà del secolo scorso, meno imperfetta di quella di due secoli fa ma più imperfetta di quella di domani, ha partorito il razzismo verso gli embrioni e i feti. Questa nuova scienza razzista equipara gli embrioni e i feti ai tumori, facendo finta di non sapere che dai tumori non nascono bambini. Questa nuova scienza razzista crede di potere stabilire per legge l’istante in cui il “tumore” comincia a diventare un umano indipendente. Il problema è che questo magico istante viene spostato sempre più avanti. Non ci credete? L’emerito professor Peter Singer dell'università di Princeton propone di spostarlo al primo anni di età. Egli fa questo ragionamento: dal momento che non ci sono nette differenze fra l'embrione e il feto, e dal momento che non ci sono nette differenze fra il feto e il neonato, allora è lecito sopprimere anche il neonato. Dal suo punto di vista, ha ragione: se non ci sono nette differenze fra il feto e il neonato, perché il feto può essere soppresso e il neonato invece no? Singer, darwinista convinto, va sostenendo da tempo che la scienza medica, permettendo ai deboli e ai malriusciti sopravvivere, stia guastando la razza umana. Egli ritiene che sia urgente riattivare il processo della "selezione naturale". Nel concreto, egli propone di sospendere le cure ai neonati deboli e malriusciti, consentendo solo ai neonati più forti di sopravvivere oltre il primo anno di età (http://media.causes.com/165639  ). Friedrick Nietzsche ha già condensato il pensiero di Singer in una sola frase: "I DEBOLI E I MALRIUCITI DEBBONO PERIRE: PRIMO PRINCIPIO DELLA NOSTRA CARITA'". Simon Wiesenthal, il famoso cacciatore di nazisti, ha detto a Singer: ma signore, lei ragiona come un nazista. E lui ha riposto: ma infatti i nazisti non avevano tutti i torti, basta demonizzare i nazisti ecc. E così si dimostra ancora una volta che l'anti-teismo è una porta aperta alla peggiore barbarie. LA PERFEZIONE DELL'ANTI-TEISMO, IN FONDO, E' IL NAZISMO. HITLER E’ IL SUPREMO ANTI-TEISTA.

 Ma lo scientismo anti-teista – la cui massima espressione è il darwinismo – apre la strada non soltanto al razzismo e all’infanticidio ma anche a scenari da Mondo Nuovo.  Scrive Cat al commento 135 di Sotto l’anti-teismo:

"Per ciò che riguarda i cosiddetti temi etici, e qui mi rendo conto di essere decisamente aliena, beh diciamo che parecchi anni di letture sf mi hanno influenzato molto di più di quanto possa aver fatto qualche ora di religione scolastica. il mondo che si prospetta mi terrorizza, vedo spettri alimentati da uno scientismo insensato, vedo la stessa fiducia che nel secolo scorso si attribuiva alla fisica (e sappiamo a quel che è capitato), trasferita nella biologia e nella genetica, nelle neuroscienze (che poi in questi campi l'approccio è molto più da apprendista stregone di quanto sia mai stato nella fisica) la stessa certezza di sapere cosa si sta facendo, di poterne conoscere le conseguenze di fatto semplicemente ignorandole".

Anch’io penso che alcuni romanzi di fantascienza siano molto più istruttivi di tutti i saggi post-moderni messi insieme (fra l'altro, io ho dedicato una serie di post alla sf: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=19f15050cbdfe890; http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=31f150d061450319 ).

Dice ancora Cat al commento 139:

"Non credo che il problema sia la clonazione di stalin, piuttosto la creazione di esseri umani come magazzino d'organi di ricambio, la selezione dei ‘migliori’, l'eliminazione dei difettosi, la visione dell'essere umano come l'insieme delle sue parti, come un biomeccanismo da smontare o migliorare a piacimento o da dismettere all'arrivo dell'upgrade. e temo tutto questo perchè è il presupposto di una discriminazione subdola che nasce dalla volontà positiva di non mettere al mondo malati e finisce per imporre uno standard di essere umano con il corollario che chi è fuori dallo standard magari non è umano e se non è umano può essere usato. ti sembra fantascienza? facci un po' caso, sono tutte cose già successe o che stanno succedendo".

Cat al messaggio 142:

"Sempre parlando di eugenetica come consideri l'analisi genica degli embrioni pre-impianto al fine di scartare quelli che presentano il gene responsabile di una data malattia? da una parte è ragionevole e saggio e umano e dall'altra è un piccolo passo verso dove?"

 Se vuoi sapere dove ci port questo scientismo, guarda il film "Gattaca". Per farla breve, se eliminiamo gli embrioni difettosi rischiamo di eliminare anche un nuovo Giacomo Leopardi (che era gobbo dalla nascita) e tanti altri geni, affetti da malattie ereditarie (vedi questo filmato, incluso nel dvd di “Gattaca”: http://www.youtube.com/watch?v=jxq3A2FHBh8 ). Ma non esiste il gene per lo spirito umano.

 Comunque, anche la nuova scienza razzista contro gli embrioni e i feti sta invecchiando. La scienza del Duemila, molto meno imperfetta della scienza della metà del secolo scorso, comincia timidamente a guardare con rispetto agli esseri umani in formazione. Di fronte alle nuove acquisizioni della scienza, gli abortisti di ieri cominciano a nutrire qualche dubbio. Ammette oggi la femminista storica Anna Bravo, in prima linea nelle lotte a favore dell'aborto negli anni Settanta: "Che il feto fosse materia vivente, non implicava considerarlo una vita. Tuttavia non abbiamo mai discusso sul passaggio dall´una all´altra condizione. Né nei nostri documenti c´è mai traccia della sofferenza del feto prodotta dall´interruzione della gravidanza. Gli farà male? E quando? Dopo la ventiquattresima settimana? C´è modo di porvi rimedio? Ecco: non eravamo sfiorate da timori o inquietudini" (http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_aborto_bravo.html ). Le fa eco Franca Fossati, dall'87 al '93 direttrice di Noi donne, oggi giornalista di Otto e mezzo: "Ebbi mio figlio nel 1978, feci una sola ecografia. Allora non sapevamo niente di feto ed embrione. L'ignoranza più totale. Anche nelle discussioni sulla legge che regolava l'aborto ci affidavamo alle testimonianze di chi i figli li aveva già avuti. Oggi la gravidanza è documentata minuto per minuto. Ma noi non abbiamo lavorato abbastanza sulla procreazione, sul mistero del nascere e del morire" ( http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=118&Itemid=83 ). La Fossati ammette che la legge sull'aborto è nata in un periodo in cui la scienza non sapeva niente di feto e di embrione, mentre oggi “la gravidanza è documentata minuto per minuto”.

Vorrei anche aggiungere questo commento di Cat (commento 159 a Sotto l’anti-teismo):

"E’ ovvio che l'embrione non è intelligente ma è un'altra forma dell'essere umano. (...) Il codice genetico diverso stabilisce soltanto che l'embrione, per quanto all'interno della madre, non è una parte della madre mentre il tuo rene è parte di te.(...) Che l'utero sia della donna è ovvio e che a lei spetti l'onere della scelta anche questo è ovvio ma l'aborto non è moralmente equivalente all'eliminazione di un tumore e nemmeno del virus del raffreddore o di una tenia. Posso provare empatia verso la donna del tuo esempio ma moralmente la ritengo responsabile di un altro essere umano verso il quale provo parimenti empatia. Riconosco il dramma, le circostanze e tutte le possibili attenuanti, ma non trovo l'aborto una soluzione ‘giusta’ e questo proprio la mia empatia e la mia morale (e anche la mia esperienza)”.

Senza appellarsi a nessun dogma religioso, l’atea Cat nutre dei dubbi sulla legittimità morale dell'aborto. E infatti l'aborto non è in contrasto con dei fantomatici dogmi religiosi: è in contrasto con la ragione. Anche la ragione di un ateo ti dice che l'embrione e il feto sono esseri indipendenti dalla madre (il dna canta). Inoltre, allo stato attuale delle conoscenze noi non sappiamo che tipo di coscienza ha l’embrione, ma comunque sappiamo che ha la capacità di provare dolore e piacere (vedi studi del neonatologo Carlo Bellieni: http://www.lavitaprenatale.org/libro_Bellieni.htm ). Gli embrioni reagiscono con stress alle stimolazioni dolorose. In certi filmati agghiaccianti, si vede il feto che cerca di sottrarsi disperatamente al risucchio della macchina con cui viene "aspirato" in fase di aborto.

 Perché sono sicura che la scienza di domani condannerà l'aborto? Perché la scienza di oggi comincia a riconoscere che non ci sono delle differenze sostanziali fra il bambino appena nato e il feto, e non ci sono delle nette differenze fra il feto e l'embrione, e non ci sono delle nette differenze fra l'embrione e il monozigote. In sostanza, lo sviluppo dell'essere umano dal primo istante del suo concepimento alla sua nascita è un ciclo unitario. E' impossibile stabilire in quale istante di questo ciclo unitario il "grumo di cellule" si trasformi in un essere umano.

 Allo stato attuale delle conoscenze, anche gli atei hanno il dubbio che l’aborto possa essere un omicidio. Il solo dubbio che l'aborto possa essere un omicidio - non serve la certezza, basta il dubbio – dovrebbe fare dell’aborto un atto moralmente illecito. Ammettiamo che ci siano solo un dieci per cento di possibilità che l’aborto sia un omicidio (in realtà sono il novantanove per cento, ma fa niente). Analogamente, se sparo dalla finestra ad occhi chiusi ci sono “solo” il dieci per cento di possibilità che io possa colpire a morte un passante. Vi chiedo: sarei moralmente autorizzata a sparare dalla finestra? Certo che no.

 Io sono convinta che la scienza di domani, più perfetta di quella di oggi, condannerà l'aborto in maniera definitiva. E gli storici di domani parleranno con indignazione della strage di centinaia di milioni di embrioni avvenuta fra il ventesimo e il ventunesimo secolo. E condanneranno anche le teorie maltusiane. Infatti dietro le martellanti campagne massmediatiche a favore della "liberazione della donna", c'è un vasto piano - orchestrato dall'Onu e dalle altre agenzie internazionali - finalizzato al "rientro dolce" (cfr. 

http://filoapiombo.blogspot.com/2006/04/socci-e-quella-conquista-chiamata.html
).

 Tuttavia, noi non possiamo aspettare che la scienza diventi perfetta per formulare un’etica razionale. Infatti perfetta la scienza non lo diventerà mai. Essendo progressiva, essendo sempre imperfetta, la scienza non può penetrare tutti gli insondabili misteri del corpo e dell'anima dell'essere umano. Dunque, la scienza non potrà mai definire l’essere umano in maniera adeguata.

Cat al commento 159 di Sotto l’anti-teismo:
  "Il punto è che la scienza ci fornisce informazioni, conoscenza ed è utilissimo e bellissimo, ma ad un certo punto per i dilemmi morali dobbiamo arrangiarci da soli”.

 No, non dobbiamo arrangiarci da soli. La definizione di essere umano, e un fondamento solido per l’etica, dobbiamo chiederli alla LEGGE NATURALE.

(Continua)
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categorie: scienza, fantascienza, nazismo, aborto, razzismo, eugenetica, darwinismo, huxley, anti-teismo
martedì, 22 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, IV. Fra materialismo e spiritualismo, fra progressismo e naturalismo.

 Alla base di tutto il pensiero occidentale c’è il principio di non contraddizione. Ebbene, gli autori di Zeitgeist ignorano questo principio. Prima attaccano la fede nel nome del materialismo e poi attaccano il materialismo in nome della spiritualità. Nessun problema: i frequentatori assidui di Facebook e di You-tube non hanno il QI abbastanza alto per notare la contraddizione. Ma lasciamo la parola agli autori di Zeitgeist: “Siamo figli delle stelle, non di Dio… Le religioni non rispondono ai bisogni fisici primari… Per rispondere ai bisogni fisici, occorre una gestione intelligente delle risorse”. Queste parole rispecchiano l’ideologia dominante nel mondo post-moderno: un super-materialismo in cui si fondono il materialismo “dialettico” marxista e il materialismo freudiano. Secondo questo super-materialismo, l’essere umano sarebbe solo corpo e avrebbe solo bisogni fisici. Gli unici, veri interessi dell’uomo-corpo sarebbero il sesso e l’economia; tutti gli altri interessi sarebbero marxiane “sovrastrutture”. Più precisamente, tutti i bisogni spirituali più profondi (di verità, di bene, di bellezza, di amore, di infinito, di Dio) sarebbero soltanto sintomi patologici della mancata soddisfazione dei bisogni fisici primari, specialmente sessuali. Insomma, i credenti, i poeti e tutti coloro che si ostinano cercare il senso della vita sarebbero fondamentalmente degli individui sessualmente repressi. Se potessero realizzare le loro più segrete “fantasie sessuali” (così oggi si chiamano quelle che una volta richiamavano semplicemente “porcate”) la pianterebbero finalmente di desiderare cose impossibili.  Se Silvia fosse stata sessualmente disponibile con lui, Giacomo Leopardi non avrebbe perso tempo a scrivere A Silvia, L’infinito e altre quisquiglie. Se tutti gli esseri umani al mondo potessero mangiare a sufficienza e scop… ehm copulare in tutte le più svariate maniere, come De Sade comanda, la religione e l’arte sparirebbero finalmente dalla faccia della terra. A giudicare dalle ultime Biennali, siamo vicini alla meta per quanto riguarda l’arte.  Comunque, non perdete tempo a leggere La cura dei piaceri di Michel Onfray (Ponte alle Grazie, 2009) e tutti gli altri testi fondamentali  della post-modernità. Licenziamento ha condensato in un solo, elegantissimo periodo tutto il raffinatissimo pensiero post-moderno: “Il fatto è che non possiamo sorvolare sul sesso perché, vedi, sta tutto lì: di solito i cattolici integralisti maschi sono tali perché non gliela hanno data abbastanza, mentre le cattoliche integraliste femmine sono tali, perché non gliela hanno chiesta abbastanza.  Di regola, se hai uno che te la lecca bene e con regolarità, per dire, hai altro da pensare che al relativismo” (16 Settembre 2009 - 21:09:  http://reginadistracci.splinder.com/post/21323422#comment ). Resta solo da capire quale sarebbe la differenza fra un uomo e un suino secondo i fini pensatori post-moderni.

 Sebbene non si chiamino più col loro nome, sebbene si fingano morte, il marxismo e il freudismo sono oggi ideologie di massa. I supermaterialisti post-moderni ragionano come Marx e come Freud senza sapere chi sono Marx e Freud. Per effetto della ideologia freudiana, oggi quasi tutti i giovani maschi passano la maggior parte del loro tempo libero a scaricare le pulsioni dell’Es e ad infrangere i divieti del Super-io davanti ai siti pornografici (e poi finiscono come il povero Vincenzo Punzi: http://www.noallapornodipendenza.it/ ). E per effetto della cultura marxista, oggi “tutto è economia” ossia i valori economici prendono il posto di tutti i più sacri valori occidentali (che fra parentesi finiscono immolati sull’altare della religione relativista e multiculturale, chiusa parentesi). Questa sorta di idolatria dell’economia si chiama economicismo. Ebbene Jacque Fresco non attacca l’economicismo contemporaneo: semplicemente propone un nuovo tipo di economicismo. Egli non critica la moderna idolatria dell’economia: semplicemente, vuole sostituire l’economia monetaria con una non meglio precisata “economia fondata sulla condivisione delle risorse”. Vuole sostituire  il vecchio e banale materialismo consumistico con un nuovo tipo di materialismo. Questo nuovo materialismo si traveste da  spiritualità, ma resta materialismo. Se siamo figli delle stelle, se esiste solo la natura, se Dio non c’è, non si scappa dal materialismo. Non c’è nessuna “gioia spirituale” nella “simbiosi con la natura”. Per la semplice ragione che la natura non è lo Spirito. In fondo, tutti i falsi spiritualismi moderni identificano, in maniera illusoria, la materia con lo spirito. In fondo, il New Age è un panteismo arcaico.

 Come ho detto, gli autori di Zeitgeist ignorano il principio di non contraddizione. Dopo essere caduti nella contraddizione fra spiritualismo e materialismo, cadono serenamente nella contraddizione fra progressismo e naturalismo. A dire il vero, la contraddizione fra progressismo e naturalismo attraversa tutto la cultura post-illuminista. L’Illuminismo mira a liberare l’uomo da Dio, per renderlo dio. Ma se l’uomo smette di essere figlio di Dio, di chi sarà figlio? Ma naturalmente della Natura. E qui cominciano le contraddizioni. Come dio, l’uomo è libero di violentare la natura con la tecno-scienza senza dover rendere conto di niente a nessuno; come figlio della Natura, l’uomo deve rinunciare alla tecno-scienza per diventare simile alle altre creature. E così nel mondo moderno si fronteggiano, senza mai trovare un accordo, un industrialismo esasperato e un ambientalismo esasperato. Mentre un industrialismo scriteriato rovina l’ambiente, un ambientalismo esasperato predica la fine della civiltà industriale. Mentre una scienza faustiana manipola e violenta i fondamenti stessi della vita umana (fivet e ingegneria genetica), un animalismo isterico vieta all’uomo di interferire nella vita degli animali. Evidentemente, per trovare un equilibrio fra il progresso e la natura, l’uomo deve tornare ad essere figlio di Dio. Ma i seguaci di Zeitgeist non vogliono essere figli di Dio, e così da una parte esaltano la creatività umana (“il nostro dio è la creatività”) e il progresso tecno-scientifico (“la tecnologia ci libererà dai lavori alienanti”), dall’altra esaltano “la gioia spirituale della simbiosi con la natura”. Ma leggiamo: “Tutta la natura è un sistema unificato di variabili  interdipendenti… l’aria… l’acqua… il fuoco… la terra… Il mondo non è solo una comunità di esseri umani… È una comunità di esseri umani, animali e piante… Dobbiamo relazionarci con gli animali e con le piante… Dobbiamo scoprire la GIOIA SPIRITUALE DELLA SIMBIOSI CON LA NATURA… - Instauriamo una società globale sostenibile… Siamo figli delle stelle, non di Dio…”.

 E perché dovremmo relazionarci simbioticamente con gli animali e le piante? Noi siamo superiori agli animali e alle piante, siamo superori anche alle stelle, superiori a tutte le stelle e tutte le galassie, a tutti gli ammassi e i super ammassi di galassie, superiori all’universo intero. Noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio… Oh no, che sbadata: mi accorgo adesso di parlare come una arch-eretica cristiana. Infatti sulla Bibbia c’è scritto: “E Dio disse: ‘Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra’” (Genesi, 26). Dimenticavo che gli illuministi, due secoli fa, hanno sostituito Dio con la dea Natura. E infatti gli autori di Zeitgeist,  nipotini post-moderni degli illuministi, ancora stanno lì a cantare salmi alla dea. Ma dubito che questa dea sia una buona madre. Giacomo Leopardi la chiamava, giustamente, “matrigna”. Agli occhi indifferenti di questa matrigna, noi non siamo più importanti degli animali e delle piante. Crepiamo come gli animali e le piante.

 Dal culto illuminista della Natura nascono il darwinismo, l’ambientalismo e il maltusianismo. Riassunto del darwinismo: l’uomo discende dalla scimmia. Riassunto dell’ambientalismo: l’uomo non vale più della scimmia. Riassunto del maltusianismo: nel mondo c’è posto per poche scimmie umane, quindi bisogna ridurle di numero con le buone e con le cattive. In buona sostanza, gli ambientalisti-darwnisti-maltusiani auspicano che la razza umana si estingua al più presto per il bene dell’ecosistema. Il mese scorso ho visto una puntata ripugnante di La gaia scienza del noto ambientalista darwiniano Mario Tozzi. Senza contraddittorio alcuno, Tozzi asseriva che gli esseri umani non valgono più degli altri primati e che quindi è bene che la specie umana prima o poi si estingua. Alle sue deliranti affermazioni, seguiva un filmato agghiacciante su “la vita sulla terra dopo la scomparsa dell’uomo”. Ma torniamo al nostro argomento. Ebbene, io scommetto che i seguaci di Zeitgeist e del progetto Venere abbracciano tutte le tesi dell’ambientalismo darwinista e maltusiano. Scommetto che il progetto della “economia fondata sulla condivisione delle risorse” prevede la riduzione forzata (mediante l’aborto e l’omicidio) del numero di coloro che condividono le risorse. No, grazie: io mi tengo la Bibbia e butto nella discarica della storia il darwinismo, l’ambientalismo e il maltusianismo.

 L’Illuminismo voleva liberare l’uomo da Dio per farne dio dell’universo. In realtà lo mette al di sotto di ogni creatura dell’universo. Ne fa un insetto sottomesso alle leggi della Natura. Per essere veramente al centro dell’universo, per dominare la natura senza distruggerla, bisogna essere figli di Dio. Il cristiano è lontano tanto dal disprezzo violento della natura quanto dall’idolatria della natura. Solo i cristiani sanno promuovere un vero progresso tecno-scientifico rispettoso della  natura. In effetti, la scienza e il progresso sono figli del Cristianesimo. Sarà per questo che molti di quelli che lavorarono al progetto Apollo, compresi alcuni astronauti, erano cristiani. Nel viaggio di ritorno dalla Luna alla Terra, Buzz Aldrin, il secondo uomo sulla Luna, non citò il testo di qualche pensatore illuminista ma un salmo della Bibbia: “Quando io guardo i cieli, il lavoro della tue dita, la Luna e le stelle che tu hai ordinato, mi chiedo, o Signore, come tu abbia tempo per occuparti anche di noi” (citazione tratta da Oriana Fallaci, Quel giorno sulla Luna, Rizzoli Bur 2009).

mercoledì, 16 settembre 2009

SOTTO L'ANTI-TEISMO, LA BARBARIE

 Che bello! Licenziamento ha linkato il mio blog alla voce "integralisti" (http://licenziamentodelpoeta.splinder.com/post/21314460 ). Quando capiscono di non avere più argomenti contro i cattolici, quando capiscono che i cattolici sono più intelligenti e più preparati di loro, gli anti-teisti, come bestie ferite, subito gridano piagnucolosi "integralisti". Poverini. Avendo preso a calci in culo la ragione col loro relativismo, gli anti-teisti non sono più in grado di sostenere fino in fondo una discussione razionale qualunque. Dopo poche battute si sentono feriti nell'orgoglio e tirano insulti. Giuro che in mezzo a loro mi sento come Gulliver in mezzo ai lillipuziani. Ho quasi paura di calpestarli. Tuttavia, i lillipuziani continuano a punzecchiarmi con i loro spilli. E non ne posso più di ritrovarmi centinaia di migliaia di spilli puntati addosso. Quindi adesso basta, passo alle maniere forti. Dal momento che l'anti-teista Licenziamento ha linkato il mio blog, e presumibilmente ha pure postato un mio commento in un blog satirico, mi sento autorizzata a copia-incollare alcune sue perle di saggezza. Licenziamento è il prototipo del perfetto anti-teista.

 In primo luogo, il perfetto anti-teista è relativista. Come notava anche Vincenzillo, il relativismo coincide tout court col nichilismo. Se un domani gli anti-teisti dovessero fare fuori tutti i cristiani (come auspica Licenziamento nel suo ultimo post), l'umanità dovrebbe dire addio ai DIRITTI UMANI e al principio della  SACRALITA' DELLA VITA UMANA. Quando tutte le chiese saranno chiuse, gli uomini non avranno più valore delle bestie. E nella darwiniana lotta per la sopravvivenza, le bestie umane più forti e faranno fuori le bestie più deboli. Non ci credete che gli anti-teisti ossia nichilisti sono contrari ai diritti umani e al principio della sacralità della vita? Eccovi alcune gustose chicche tratte dai commenti di Licenziamento su liberoarbitrio:

 "Il fatto è che io penso che non ci sia nulla di sbagliato a uccidere, in determinate circostanze. Non credo che la vita sia sacra e penso che anzi, vi sono casi specifici in cui sopprimere vite non è solo opportuno, ma meritorio. In altri casi non è di per sé meritorio, ma semplicemente vantaggioso. Dunque non mi interessano i presunti diritti del nascituro. Non li prendo proprio in considerazione, è una cosa di cui non mi frega nulla. Mi interessa che a mantenere il controllo del processo di gravidanza sia la donna, punto e basta" (http://deliberoarbitrio.splinder.com/post/20889556#comment )

 Grazie per la franchezza, non ho nulla da aggiungere. Gli anti-teisti non solo pensano che la vita umana non abbia nessun valore, ma pensano che al mondo ci siano troppe vite umane. Essi infatti credono ciecamente alle menzogne sataniche di Thomas Malthus, secondo cui le risorse mondiali sarebbero limitate e quindi sarebbe necessario ridurre la popolazione mondiale con le buone e con le cattive. Oggi gli atei-nichilisti-maltusiani si battono per il fottuto "rientro dolce", che dovrebbe venire attuato sia sia per mezzo dell'aborto sia, perché no, per mezzo dell'omicidio (non ha appena detto Licenziamento che in certe circosanze l'omicidio è giusto?):

 "Aborto e contraccezione diventano per la UE al tempo stesso diritto e strumento privilegiato di tutela della salute, da promuoversi ad ogni latitudine e con particolare riguardo nei Paesi più poveri del mondo (dove, ben più che da noi, il mancato controllo delle nascite è causa di disastri economici e sociali)".

(http://deliberoarbitrio.splinder.com/post/20889556#comment )

 Avrò modo di spiegare che la teoria maltusiana è scientificamente infondata. Ho già preparato una serie di post. Ma ecco la più gustosa chicca di Licenziamento:

 "Comunque dovremmo smetterla di scandalizzarci per l'impiego dello schiavismo ai tempi della Guerra di Secessione. Era il motore di tutta una economia, quella dehli Stati del Sud, e ciò che rappresenta il motore economico di una società è sempre implicitamente morale secondo l'ethos di quella società. Se lo schiavismo fosse stato una prassi superata, prerogativa di pochi reazionari oltranzisti, non ci sarebbe voluta una guerra per abbatterlo" (http://deliberoarbitrio.splinder.com/post/20889556#comment )

 Bravo, complimenti! Ti ringrazio di averlo detto, così finalmente tutti sapranno che gli atei relativisti (fra i quali spiccano Umberto Eco, Michel Onfray, Umberto Galimberti) credono che la compra-vendita di carne umana sia giusta "relativamente a certe circostanze". Ma se è giusto in certe circostanze, non si capisce perché non dovrebbe esserlo in altre. E infatti il relativismo sfocia inevitabilmente nella barbarie. E sia chiaro una volta per tutte, che alla barbarie antica pose fine il Cristianesimo. Nella Roma antica c'era lo schiavismo, nel Medioevo no (i cosiddeti "servi della gleba" sono in massima parte un falso storico: vedi il monumentale studio di Marc Bloch, La servitù nella società medievale, La nuova Italia, http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-bloch_marc/sku-358317/la_servitu_nella_societa_medioevale_.htm ). Sono stati i cristiani a spingere gradualmente nell'illegalità la compravendita di carne umana (vedi ancora Walter Bloch). Infatti i cristiani ritengono che tutti gli uomini sono uguali davanti a Dio: "Non c'è più né schiavo né libero...". Abbastanza ridicola anche questa affermazione: la schiavitù "era il motore di tutta una economia, quella degli Stati del Sud, e ciò che rappresenta il motore economico di una società è sempre implicitamente morale secondo l'ethos di quella società". Ha ha ha, che ridere! Vi siete accorti che il provinciale staterello americano ha cominciato a crescere, fino a diventare una superpotenza, solo dopo l'abolizione della schiavitù? Infatti la schiavitù fa male all'economia. Gli studiosi dell'economia e della tecnologia concordano sul fatto che la schiavitù ha frenato lo sviluppo tecnico nel mondo antico. Dal momento che avevano a disposizione abbondante manodopera a costo zero, i greci e i romani non si sforzavano nemmeno di inventare tecniche di produzione e macchine innovative. Invece nel Medioevo i cristiani non solo hanno introdotto il concetto della sacralità del lavoro manuale (che dunque smetteva di essere una attività degradante da consegnare agli schiavi), ma hanno inventato nuove tecniche industriali. E sì, perché gli studiosi oggi sostengono che la "rivoluzione industriale" è iniziata molto prima del diciottesimo secolo (http://www.kattoliko.it/Leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=141 ).

 Ma quale è il senso della vita per gli anti-teisti? Come già dissi nel blog di Malvino (che ovviamente prima andò su tutte le furie e poi mi censurò) quando muore Dio resta solo il sesso. E infatti gli anti-teisti li vedi vagare come zombi alla continua ricerca di soddisfazioni carnali. Sapete quale è il vero manifesto dell'anti-aeismo? La pornografia. D'altra parte quel cochon di Michel Onfray ha scritto una Teoria del corpo amoroso (http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray ) che è sostanzialmente un inno alle ammucchiate. Insomma, non è che gli anti-teisti non hanno nessun dio. Il loro dio ce l'hanno fra le gambe. Al loro dio fanno dei sacrifici umani mediante l'aborto. Infatti, l'aborto è soprattutto uno strumento per liberarsi delle conseguenze delle scopate in libertà. La contraccezione è fallibile: c'è sempre la possibilità che il preservativo si rompa o che la pillola faccia cilecca. Allora, niente paura: male che vada, c'è l'aborto.

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categorie: nichilismo, relativismo, ateismo, anti-teismo
lunedì, 14 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, III. Il progetto Venere è la continuazione del comunismo con altri mezzi.

Non bisognerebbe mai parlare di comunismo al singolare. Infatti dal marxismo discendono tante e diverse interpretazioni del marxismo medesimo, spesso in contrasto fra loro. Basti pensare al contrasto fra Stalin e Trotzkij o al contrasto fra il comunismo sovietico o il comunismo maoista. Il marxismo è uno, i comunismi sono tanti. Ma sebbene siano tanti, sebbene siano in contrasto fra loro, si somigliano come gocce d’acqua. Ebbene, gli autori di Zeitgeist  aggiungono un'altra goccia d'acqua avvelenata ossia propongono una loro personale interpretazione delle idee marxiste. L’interpretazione è in stile New Age ma le idee restano marxiste. In tutto Zeitgeist Addendum, troviamo una sola, piccola allusione al comunismo. “Comunismo, socialismo e capitalismo sono tutti ugualmente corrotti. La Cina comunista è capitalista come gli Usa”. Evidentemente, gli autori di Zeitgeist non criticano il comunismo ma il comunismo “corrotto” dal capitalismo. Inoltre, cantano tutti i salmi della propaganda neo-comunista, no-global e anti-americana: gli  Usa farebbero le guerre del petrolio, gli agenti della Cia passerebbero il tempo ad organizzare colpi di Stato in giro per il Terzo Mondo,  i capi delle multinazionali e i finanzieri di Wall Street controllerebbero il mondo intero eccetera eccetera. Cosa ancora più importante, gli autori di Zeitgeist attaccano il capitalismo con la stessa violenza con cui attaccano il Cristianesimo. Anche Marx attacca allo stesso tempo il Cristianesimo e il capitalismo. E infatti Jacques Fresco, capo del progetto Venere  e coautore di Zeitgeist, è stato per molti anni un membro della Technocracy Incorporated, un gruppo di ispirazione anarco-comunista.

 Poiché lo spazio è poco, non ho intenzione di smontare una ad una tutte le ridicole accuse mosse da questi dementi alla Cia, agli Usa, alle multinazionali e ai finanzieri di Wall Street. Preferisco fare un discorso in difesa del capitalismo occidentale. Innanzitutto, voglio sottolineare che il capitalismo è odiato dagli adepti di tutte le ideologie utopiche, fascisti e nazisti compresi (Hitler aveva trascritto nel Mein Kampf molti brani del Capitale). Perché i comunisti, i nazisti, gli adepti del progetto Venere e in genere tutti gli utopisti odiano tanto il capitalismo? Ma è semplice: perché il capitalismo appartiene al mondo reale e non al mondo dei sogni. Come tutte le cose reali, il capitalismo non è perfetto. La perfezione appartiene solo all’eternità. Tuttavia, il capitalismo è il meno imperfetto di tutti i sistemi economici del passato e del presente.

 Secondo gli utopisti, il capitalismo sarebbe all’origine di tutta l’imperfezione e di tutta la povertà del mondo. Che idioti. I cristiani, che non sono idioti, sanno bene che all’origine di tutta l’imperfezione e di tutta la povertà del mondo c’è la cattiveria umana. C’è il peccato originale. E finché ci sarà il peccato originale, ossia finché esisterà questo mondo, ci sarà anche la povertà.  Ha detto Gesù: “I poveri saranno sempre con voi”. Non possiamo sperare di estirpare la povertà alla radice. Possiamo sperare di ridurla al minimo. Ebbene, il capitalismo riduce al minimo la povertà. Dove c’è il capitalismo c’è poca povertà, dove non c’è il capitalismo c’è molta povertà. I “proletari” di marxista memoria stanno infinitamente meglio nei paesi capitalisti che nei paesi comunisti. Chiedete ad un nostro operaio se vuole fare a cambio con un operaio della Corea del nord o della stessa Cina più o meno comunista. Contro la povertà endemica dei paesi del Terzo Mondo, c’è una sola cura efficace: capitalismo. E infatti, le famigerate multinazionali non sfruttano i poveri del Terzo Mondo: danno lavoro ai poveri del Terzo Mondo. Cari fighetti noglobal, provate a dire ad un nigeriano che volete “liberare” la Nigeria dalle multinazionali occidentali. Vi prenderà a bastonate. Infatti le multinazionali creano posti di lavoro, stimolando positivamente l’economia locale .

 Detto questo, è vero che l’economia capitalista si può e si deve migliorare. È vero che alcune multinazionali (non tutte) opprimono i loro dipendenti. È vero che alcuni finanzieri, con le loro speculazioni dissennate, determinano un innalzamento artificiale dei prezzi delle materia prime. È vero che i principali responsabili della attuale crisi economica mondiale sono i capi di alcune banche d’affari americane . Insieme a Gordon Gekko (protagonista del film "Wall Street" di Oliver stone), questi finanzieri e questi banchieri dicono: “Greed is good”, “L’avidità è una cosa buona”. No, l’avidità non è una cosa buona: è uno dei sette vizi capitali. Dal peccato non può nascere nulla di buono. Nel campo dell’economia, il peccato genera la crisi. Per combattere la crisi bisogna dunque combattere il peccato, combattere l’immoralità. Bisogna ricomporre la frattura, teorizzata da Adam Smith, fra capitalismo finanziario e morale (argomento da me trattato nella serie di post sul capitalismo, di cui  trovate l'indice qui:

http://reginadistracci.splinder.com/post/20854172/Il+marxismo+%C3%A8+una+conseguenza  ). Insomma, bisogna moralizzare il capitalismo, non distruggerlo. Provate a distruggerlo e ci ritroveremo in Unione Sovietica o in Oceania, quella di 1984. Un accenno merita anche il sistema monetario. Anche i sassi sanno che le banche centrali, immettendo sul mercato un eccesso di carta moneta, causano l’inflazione. Insomma, l’attuale sistema monetario, basato sulla circolazione forzosa di carta moneta,  va aggiustato. Ma non va distrutto. Provate a distruggerlo e torneremo nella preistoria. Infatti l’invenzione della valuta segna il passaggio dalla preistoria alla storia. Jacque Fresco vuole farci tornare al baratto.

 

 In Zeitgeist Addendum, Fresco dice: “Per non perdere i profitti, i finanzieri e i capitalisti fanno in modo che le risorse siano sempre scarse”. Ha ha ha, che ridere!!!! Ma questo signore non si è mai fatto un giro in qualche shopping mall? Ha mai visto le montagne di merci ammassate negli scaffali degli ipermercati? Il profitto non è direttamente proporzionale alla penuria. Per moltiplicare il profitto, bisogna moltiplicare la produzione e il consumo dei beni. Nei paesi di antico capitalismo non c’è il problema della denutrizione ma, casomai, c’è il problema della sovralimentazione (con tutti i problemi sanitari annessi); non c’è il problema della sottoproduzione ma, casomai, il problema la sovrapproduzione dei beni. Nei paesi di antico capitalismo le persone non devono lottare fra di loro per spartirsi pochi beni ma, al contrario, sono indotte a consumare la maggior quantità possibile di beni. Avete mai sentito parlare di consumismo? Ed è inutile stare a distinguere surrettiziamente fra materie prime e beni prodotti. Infatti i beni vengono prodotti con le materie prime. Se aumenta il consumo dei beni, aumenta anche il consumo delle materie prime. E la penuria va a farsi benedire.

 Il legame penuria-profitto riguarda solo alcuni beni di prima necessità come l’acqua o il frumento. Dove c’è molta acqua, il prezzo dell’acqua è basso; dove c’è poca acqua, il prezzo dell’acqua è alto. Nel deserto l’acqua costa più che a Oslo. La siccità fa schizzare verso l’alto il prezzo dell’acqua, la carestia fa schizzare verso l’alto il prezzo del pane (ricordate la vicenda dell’assalto ai forni narrata dal Manzoni nei Promessi sposi?). Ma nei paesi civilizzati la siccità e le carestie sono un lontano ricordo. Nei paesi civilizzati tutti i beni di prima necessità sono abbondanti e a buon mercato. Anche i beni non di prima necessità, chiamiamoli secondari, sono abbondanti. Senza nessun senso del ridicolo, Fresco sostiene che i “capitalisti” cercano di tenere alto il prezzo dei diamanti facendo in modo che ne vengano estratti pochi.  Che scemenza. In primo luogo, negli ultimi quaranta anni è cresciuta costantemente la quantità, disponibile sul mercato, di tutte le materie prime e delle pietre preziose (ne riparlerò a proposito del maltusianismo). In secondo luogo, i diamanti non sono beni di prima necessità. I prezzi dei beni secondari non sono determinati dalla scarsità o dall’abbondanza ma… dal piacere soggettivo.  Oggi tutti gli economisti accettano la teoria del “valore soggettivo”, elaborata dagli scolastici alla fine del Medioevo (e sì, i cattolici sono sempre più avanti degli altri). Secondo la  teoria del “valore soggettivo”, sono gli acquirenti a decidere il prezzo di un bene secondario. Se un oggetto ti piace molto, sei disposto a pagare molto pure di averlo. Se un determinato oggetto piace molto alla maggior parte degli acquirenti, il venditore può permettersi di alzarne il prezzo; se invece quell’oggetto piace poco, il venditore è costretto ad abbassarne il prezzo. La fenomenologia del valore soggettivo si osserva molto bene nelle aste.

 E torniamo ai diamanti. Perché costano così tanto? Certamente, la scarsità relativa di diamanti influisce sul prezzo dei medesimi. Ma la scarsità da sola non fa preziosa nessuna merce. Se la segatura fosse una merce rara, rimarrebbe segatura. Nessuno sarebbe disposto a comprare un mucchietto di segatura allo stesso prezzo di un mucchietto di diamanti. Se un domani venissero trovate centinaia di nuove miniere di diamanti e se i costi di lavorazione dei diamanti venissero abbattuti, il prezzo dei diamanti non si abbasserebbe più di tanto. Tagliamo corto: i diamanti costano tanto perché piacciono tanto alla maggior parte delle persone. I ricchi sono disposti a pagare delle cifre spropositare per averne uno. Se un giorno i diamanti non dovessero piacere più a nessuno, allora si deprezzerebbero. In ogni caso, dobbiamo sempre distinguere fra beni di prima necessità e beni secondari. In una situazione di grave penuria dei beni di prima necessità, i beni secondari si deprezzano vertiginosamente. Se ci trovassimo in mezzo al deserto con un grosso diamante da un milione di dollari, daremmo via il diamante in cambio di un solo bicchiere d’acqua.
lunedì, 07 settembre 2009

ZEITGEIST ADDENDUM: LA BOIATA COLPISCE ANCORA, II. Senza Cristianesimo, non ci sono né libertà né valori.

  Dicono gli autori di Zeitgeist: “Le religioni esistono come barriere alla crescita personale e sociale”. Le loro parole ricordano le parole di quel tizio definitivamente condannato dalla storia di nome Karl Marx: “La religione è l’oppio dei popoli”. Come Marx, gli autori di Zeitgeist pensano che la religione faccia gli uomini schiavi e l’ateismo li faccia liberi. Il loro motto potrebbe essere: “Se seguite noi, conoscerete l’ateismo e l’ateismo vi farà liberi”. Ma davvero? Bé, in Unione Sovietica la religione era stata sostituita dall’ateismo di Stato. La gente era forse più libera? Non mi sembra. Avete presente Arcipelago gulag (http://it.wikipedia.org/wiki/Arcipelago_Gulag )? Dove si chiudono le porte delle chiese, si aprono le porte dei gulag.

 Se muore Dio, l’imperatore diventa dio. Nell’ultimo secolo gli imperi e gli imperatori sono stati sostituiti dagli Stati totalitari e dai partiti. All’interno dello Stato totalitario, il capo del partito diventa dio. All’interno dello Stato totalitario, non c’è posto per i cristiani. Infatti i cristiani si rifiutano di obbedire al partito, al Grande timoniere e al Führer. Nei gulag sovietici e nei lager nazisti sono morti molti cristiani. I  ragazzi della Rosa Bianca, martiri della libertà nella Germania nazista (http://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Bianca ), erano cristiani. Quando si tratta di combattere contro la tirannia, i cristiani sono sempre in prima linea. Infatti i cristiani obbediscono prima di tutto a Dio. Sono disposti ad obbedire al governo solo se il governo rispetta la legge di Dio.

 In fondo, non c’è una vera differenza fra la teocrazia e il totalitarismo. La teocrazia è un totalitarismo religioso mentre il totalitarismo è una teocrazia atea. Nell’antico Egitto, il faraone era considerato la reincarnazione del dio Horus (come abbiamo visto nel  primo post su Zeitgeist). Molti templi, nell’antica Roma, erano dedicati all’imperatore. Poiché si rifiutavano di rendere culto all’imperatore, i cristiani finivano nella fossa dei leoni. Nell’Iran di oggi, gli ayatollah governano o, meglio, opprimono il popolo nel nome di Dio. E ovviamente perseguitano i cristiani. Allo stesso modo, il governo teocratico dei sacerdoti del tempio ha perseguitato e ucciso Cristo.

 L’unica alternativa al totalitarismo e alla teocrazia è la laicità ossia la separazione fra il potere temporale e il potere spirituale. La laicità è stata inventata da Cristo: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Secondo la dottrina cattolica, lo Stato può esercitare solo il potere temporale mentre il papa può esercitare solo il potere spirituale. Ma come lo spirito è superiore alla materia, così il potere spirituale è superiore al potere temporale. In altri termini, la legge di Dio, che coincide con la legge naturale, è superiore alla legge dello Stato. Il papa non può fare le leggi dello Stato: deve verificare che le leggi dello Stato rispettino la legge naturale. Deve costringere l’imperatore terreno ad obbedire all’imperatore dell’universo. Se l’imperatore disobbedisce la legge naturale ossia è un tiranno malvagio, il papa ha teoricamente il potere di deporlo (potere che purtroppo oggi non esercita più). Se le leggi dello stato sono contrarie alla legge naturale, il papa ha il dovere di condannarle. Oggi il papa ha il dovere di condannare le leggi a favore dell’aborto e dell’eutanasia, i quanto l’aborto e l’eutanasia violano la legge naturale. 

  La libertà non è fare quello che ti ordina il potere. Ma non è neanche fare quel che pare e piace. La libertà non è la licenza di fare cose brutte. Il peccato è brutto. La libertà è la capacità di fare cose grandi e belle. La libertà è seguire la legge naturale, che coincide con la legge di Dio. Ma la libertà non è solo la capacità di fare delle cose grandi e belle. È la soddisfazione del desiderio di grandezza e di bellezza. Ma noi desideriamo una grandezza e una bellezza infinite. Una felicità infinita. Il desiderio infinito è l’indizio principale della nostra dignità infinita. Ciascuno di noi vale più dell’universo intero. Infatti l’universo non ha coscienza di noi, mentre noi abbiamo coscienza dell’universo. Possiamo pensarlo.  Non ci sono alternative: o vali più dell’universo o sei un animale come un altro. Una scimmia evoluta, anzi di meno. Un insetto. Un microbo su una pallina che rotola nello spazio. Una scimmia, un insetto, un microbo, non sono liberi: ogni loro atto è un riflesso condizionato determinato dall’istinto. Sono pezzi di materia animata in balia della materia che li circonda. Dunque per essere liberi, bisogna essere più che pezzi di materia. Bisogna avere una dignità infinita ossia un’anima. Ebbene, il Cristianesimo è l'unica religione che esalta la dignità infinita di ogni essere umano. Il Cristianesimo mette l'individuo al centro dell'universo, al di sopra dell'universo.

 Che cosa è, in conclusione, la libertà? È obbedire alla legge naturale, ossia alla legge di Dio. È soddisfazione del desiderio infinito di felicità. È avere una dignità infinita. In una parola, la libertà è rapporto con l’infinito.

 Ma andiamo avanti. Dicono gli autori di Zeitgeist:  “Tutte le religioni hanno un nucleo comune di valori… Teniamoci questo nucleo di valori e buttiamo via le religioni”. Cari autori di Zeitgeist, tutte le religioni hanno gli stessi valori? Ma davvero? Anche nell’Islam c’è il valore della libertà? Anche nell’Islam c’è il valore dell’uguaglianza fra uomo e donna? E no, studiate un po’ prima di aprire bocca, cialtroni. Gli studiosi sanno perfettamente che la libertà, l’uguaglianza, la fraternità e tutti agli altri valori occidentali sono prodotti di fabbricazione cristiana. Nelle altre religioni questi valori sono quasi del tutto assenti, fatevene una ragione. Gli studiosi sanno perfettamente che, se non ci fosse mai stato il Cristianesimo, non ci sarebbe mai stata neppure la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Sanno perfettamente che il culto occidentale della ragione è figlio della fede nel Dio-logos. Sanno perfettamente che la scienza è nata da una costola della teologia cattolica (vedi  libri consigliati in nota). Al di fuori della civiltà cristiana, non ci sono valori, non ci sono diritti e non c’è neppure la ragione. C’è solo la barbarie. Il movimento di Zeitgeist è barbaro.

 Ma perché i comunisti, i nazisti e i seguaci di Zeitgeist-Venere odiano così tanto il Cristianesimo? In primo luogo, perché il Cristianesimo afferma che il paradiso sta solo in cielo. Ebbene, gli utopisti vogliono il paradiso in terra. In secondo luogo, perché il Cristianesimo afferma che l’uomo è cattivo e non può salvarsi da solo. Solo Cristo può salvarlo. Ebbene, gli utopisti non vogliono che qualcuno li salvi. Credono di potersi salvare da soli: “Tu sei l’insegnante, tu sei l’allievo, tu sei il leader, tu sei il guru, tu sei il maestro, tu sei il salvatore… Tu sei tutto”.  E così, gli utopisti sostituiscono il dogma cattolico del peccato originale con il dogma illuminista della bontà originale dell’uomo. Jean Jacques Rousseu, padre spirituale di tutti gli utopisti, ha detto: “L’uomo è per natura buono ed è reso cattivo soltanto dalle istituzioni” (Il contratto sociale). I suoi nipotini post-moderni ripetono in coro: “Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza” (Zeitgeist addendum). E quali sarebbero le “istituzioni” che renderebbero cattivo l’uomo? Quali sarebbero, in altri termini, le cause della povertà e dell’ignoranza? Gli autori di Zeitgeist rispondono in coro: il capitalismo e il sistema monetario! Leggiamo: “Se ci liberassimo dell’economia monetaria, non ci sarebbero più né scarsità di risorse né crimini… Infatti il 90 per cento dei crimini sono legati allo sporco denaro… Negli Usa, la nazione più capitalista e più privatista del paese, ci sono le prigioni più grandi del mondo… Il crimine nasce dalla povertà e dall’ignoranza… Se ci liberassimo dai lavori alienanti, ci sarebbe più tempo per l’educazione”. Uhm… queste scemenze mi sembra di averle già sentite. Ah, sì, ora ricordo: le ha dette quel tizio ottocentesco, condannato dalla storia, di nome Karl Marx.

(Continua)

Libri consigliati:

Stark R. La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà, progresso e ricchezza, Lindau (http://www.lindau.it/schedalibro.asp?idLibro=1007 )

Woods Thomas E. jr. , Come la Chiesa cattolica ha costruito la civiltà occidentale, Cantagalli 2007 (http://www.ibs.it/code/9788882723040/woods-thomas-e-jr/come-chiesa-cattolica.html )

 

postato da: reginadistracci alle ore 16:28 | link | commenti (6) | commenti (6)
categorie: totalitarismo, utopia, ateismo, cristo, occidente, zeitgeist, anti-teismo

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